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Eataly rilancia il Cacio & Pepe Festival. Farinetti attaccato su Fico: "Io fallito? E' in gioco il mio onore"

Dal 1 al 3 marzo e dall'8 al 10 la quinta edizione del festival del gusto. Chiuso Fico seguirà Grand Tour, ma la Lega attacca il fondatore su piani e soldi

di FoodCulture   
Oscar Farinetti fra le sue 'creature' (montaggio da foto Shutterstock)
Oscar Farinetti fra le sue "creature" (montaggio da foto Shutterstock)

Tre per due. Intesi come giorni dell'evento e numero di weekend del gusto che andranno ad animare. Eataly riapre il suo Cacio & Pepe Festival giunto alla quinta edizione, in queste date: dall'1 al 3 marzo e poi dall'8 al 10. Si comincia il venerdì alle 19 e fino alle 23, i sabati e le domeniche c'è anche la sessione mattutina dalle 12 alle 16, la domenica si chude alle 22. Nella zona di Roma Ostiense (piazzale XII Ottobre 1492 - Metro linea B  con Fermata alla Piramide). Come partecipare? L'ingresso è gratuito, le varie specialità (dalla tradizionale cacio e pepe a quella cremosa, a comprendere anche i tonnarelli, il supplì, chips e altri fritti, taralli, lasagne fino ai dolci e alla pizza) possono essere acquistate cambiando i propri soldi in gettoni (ci vogliono 2 euro per un gettone). Il grande evento riporta all'attenzione il nome di Oscar Farinetti.

La questione del flop di Fico e la Lega addosso

Fabbrica Italiana Contadina, abbreviata in Fico. Ma questa seconda invenzione del papà di Eataly (pure questa impresa del cibo ha visto diverse modifiche ai vertici, vedi questo approfondimento) ha avuto una vita che dire travagliata è poco. Ne avevamo scritto qui in dettaglio. Oscar Farinetti ha provato di tutto per risollevare le sorti del parco delle meraviglie del cibo di qualità. Poi ha ammesso: "Non mi è venuto bene" e il 18 febbraio 2023 ha issato bandiera bianca. Stop, serrande giù, chiusura. E 15 milioni di euro di debiti da ripianare. Ma con l'obiettivo di riaprire ad aprile e il rilancio del "padre" con queste parole: "Sarà una figata, ormai per me è una questione d'onore". Il nuovo nome sarà Grand Tour Italia e conta di funzionare come vetrina internazionale di locande e osterie al top nel nostro Paese. Ma c'è chi resta insospettito dalla nuova sortita di Farinetti.

"Un'illusione"

E' stato Mattia Polazzi, consigliere a Bologna in quota Lega di Alleanza Metropolitana, a chiedere un'udienza conoscitiva su quel che sta facendo Farinetti con Fico/Grand Tour. Ha avuto parole molto dure: "Non posso dire che il fallimento di Fico mi abbia sorpreso. Era un destino annunciato". E sul futuro: Il cosiddetto piano industriale di Grand Tour Italia è un insulto all'intelligenza dei cittadini. Nei primi due anni, l'affitto non verrà pagato, e dal terzo anno sarà richiesto solo un milione di euro". Dubbi anche sull'aver legato il remake del parco agroalimentare a Bologna alla costruzione della Linea rossa della metropolitana a Bologna e a quella dello stadio provvisorio del Bologna Calcio, vista come occasione per portare i grandi numeri nelle tasche di Farinetti e soci. Ma quando il Bologna tornerà a giocare al Dall'Ara? Va anche detto però che l'occasione è ghiotta, e il fondatore di Eataly e di Fico, quest'ultimo finito male, ha tutto da giocarsi in questa scommessa.

Leggi anche: A telecamere spente, che fine hanno fatto tutti i vincitori di MasterChef

 

di FoodCulture   

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