Giro per i Campi Flegrei: sopra il vulcano bollono bellezza, gusto e un territorio indimenticabile

Un tempo terra di vinificazione artigianale un po' disordinata, ora quest'area è fra le Doc italiane in grande spolvero. Cosa vedere e assaporare

Vapori, fuoco, zolfo, sapori: dentro la magia dei Campi Flegrei (Foto Shutterstock)
Vapori, fuoco, zolfo, sapori: dentro la magia dei Campi Flegrei (Foto Shutterstock)

Tra i territori vulcanici più importanti d'Italia e del mondo, i Campi Flegrei rappresentano anche uno dei luoghi più storicamente vocati e votati alla viticoltura. Eppure, quando parliamo di vini vulcanici non sempre pensiamo a quelli che hanno rappresentato per secoli i vini dalla più spiccata identità vulcanica, grazie alla propria genesi pedologica.

Quando tutto bolle e nasce un territorio straordinario

L'areale interessato dai vigneti ascrivibili alla viticoltura dei Campi Flegrei si trova a Nord-ovest della città di Napoli. Geologicamente parlando, si tratta di una grande caldera in stato di quiescenza con un diametro di 12–15 km nella parte principale, dove si trovano numerosi crateri, piccoli edifici vulcanici e zone soggette a vulcanismo di tipo secondario (fumarole, sorgenti termali, bradisismo…). In tutta la zona sono visibili importanti depositi di origine vulcanica e sono presenti dei laghi di origine vulcanica (Lago d’Averno), e laghi originatisi per sbarramento (Lago Fusaro, Lago di Lucrino e Lago Miseno).”

Le immagini

Non bastava il fai da te: salto di qualità

La viticoltura in quest'area è radicata nella tradizione che ancora oggi si traduce, spesso, in un approccio artigianale dalla vigna alla cantina. Forse è stata proprio questa sana ma non sempre assennata artigianalità a far perdere, negli anni, un po' di appeal ai vini prodotti in questa zona che, oggi, fortunatamente, stanno riacquisendo notorietà proprio grazie alla maggior consapevolezza tecnica dei produttori e alla grande capacità comunicativa di alcune realtà del territorio. Il clima dell’area vesuviana è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde con i vigneti che possono godere dell’azione benefica della costante brezza marina. I vitigni più coltivati sono la Falanghina e il Piedirosso (o per’e palummo), entrambi varietali capaci di tradurre l’identità di questo particolare territorio in maniera fedele e fine. La zona di produzione della Doc Campi Flegrei comprende l'intero territorio dei comuni di Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e parte di quelli di Marano di Napoli, tutti in provincia di Napoli.

Il paradiso dell'enoturismo e i cibi da non perdere

Se dovessi racchiudere le connotazioni principali dei vini dei Campi Flegrei in pochi descrittori freschezza e mineralità sarebbero, senza tema di smentita, le prime peculiarità a venirmi in mente. Caratteristiche che vanno ricercate in questi vini che, proprio grazie a questa predisposizione all'equilibrio fra acidità e struttura e fra frutto e tonalità minerali, ben si collocano tra quei vini che rispecchiano a pieno il gusto contemporaneo anche dei palati più esigenti. Inutile dire che questo è un territorio paradisiaco per gli enoturisti che potranno sperimentare caleidoscopici abbinamenti con i vini della zona.

Ecco quindi che ai bianchi, e in particolare alla Falanghina, verranno accostati piatti a base di frutti di mare, crudité ma anche frittura di fragaglie di triglie. Tipico l'abbinamento con la ricciola all'acqua pazza. I bianchi più concentrati, affinati e/o evoluti ben si sposano con formaggi di media stagionatura. Per quanto riguarda i rossi, a far da padrone è il Piedirosso che raggiunge la sua massima espressione in termini di abbinamento con il ragù napoletano e i secondi della tradizione partenopea come braciole di punta di costata, la trippa e, perché no, con la pizza! Data la sua natura meno strutturata e più fine ed ematica, il Piedirosso ben si coniuga con zuppe di pesce e preparazioni di mare a base di pomodoro.

I sapori che "raccontano" questa zona

Bypassando le preparazioni e la cucina e parlando di materie prime impossibile non citare i legumi locali come la Cicercula, la Fava Vuttulana e il Pisello di Santa Croce. Re indiscusso dell'orto è il Pomodoro Cannellino, mentre per quanto concerne la frutta vi consiglio di assaggiare il Mandarino Flegreo, il Limone di Procida e la Mela Orcula (Annurca). In questa zona vino, storia e leggenda si mescolano e gli enoturisti possono godere di un contesto vitivinicolo unico nel suo genere, ricco di digressioni e divagazioni sul tema, utili a vivere un'esperienza territoriale a 360°.

Importante segnalare quanto l'enoturismo sia divenuto importante in quest'area, tanto da portare molte cantine locali a offrire tour esperienziali che non vogliono limitarsi alla sola degustazione dei vini prodotti, bensì mirano a far vivere e a mostrare agli appassionati avventori la calorosa ospitalità locale, l'unicità dei vigneti con i tipici sistemi di coltura (metodo puteolano) e la forza espressiva dalla vista al palato dei terreni di matrice vulcanica. Un areale quello della Doc Campi Flegrei, ricco di storia e degno di essere visitato e vissuto in profondità che, sono certo, vi stupirà attraverso tutti i vostri sensi.