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La dieta dei centenari e le cinque "zone blu" del pianeta in cui vivono: ecco cosa mangiano

Dove si trovano i luoghi con maggiore concentrazione di persone longeve e che dieta seguono per avere una salute così buona. Lo studio e i dati

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Dove vivono e come mangiano i centenari dalla salute di ferro (Foto Shutterstock)
Dove vivono e come mangiano i centenari dalla salute di ferro (Foto Shutterstock)

Nutraceutico. ll termine è stato coniato nel 1989 e da allora è sempre più di moda nonché al centro del dibattito e degli studi sulle proprietà curative dei cibi (la parola è la fusione di nutriente+farmaceutico). Dal che deriva l'importanza della scelta di ciò che si mangia. L'antico adagio secondo cui la salute comincia a tavola viene pienamente confermato e anzi, potenziato dagli studi sui centenari che vivono nelle cinque zone blu della Terra. Sono i luoghi a più alta concentrazione di persone longeve, di cui viene studiato non solo il Dna ma anche quello che mangiano abitualmente. Cominciamo dal dove, poi vedremo perché da quelle parti la salute è così ferrea e si vive tanto a lungo.

Dall'Ogliastra a Okinawa

E' stato Dan Buettner, esploratore, giornalista del New York Time e articolista di National Geographic, a studiare e rendere popolari le Blue Zones, poi al centro del suo best seller. Ne ha individuate cinque. Si trovano in Ogliastra (sub regione della Sardegna), nell'isola giapponese di Okinawa, nell'isola greca di Ikaria, nel Golfo di Nicoya in Costa Rica e nella cittadina di Loma Linda nella contea di San Bernardino, in California. La curiosità globale è una sola: come fanno a vivere così a lungo le persone in questi posti? E quanto pesa la loro alimentazione nell'essere longeve?

Tu sei quello che mangi: dannatamente vero

E' stato un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Circulation a mostrare i dati raccolti in 18 anni ed evidenziando quale sia la dieta che garantisce una migliore salute e una maggiore longevità. Nessuna rivoluzione ma una importante conferma, come mostrato anche dai super-anziani che vivono nelle cinque "zone blu". Legumi, frutta, cereali non zuccherati e verdure sono le caratteristiche in comune delle diete degli abitanti di questi territori. E al centro della loro dieta c'è l'uso di fagioli, ovviamente in quantità moderata anche per non provare l'intestino. Viva i legumi quindi, e in particolare sia in Giappone che nella contea Californiana, come pure in Sardegna, sull'isola Greca e nella località costaricana gli abitanti mangiano l'equivalente di una tazza di fagioli al giorno. Sono nutrienti, hanno pochissimi zuccheri e grassi, sono ricchi di proteine vegetali e fibre e contengono polifenolo che ha proprietà antinfiammatorie, antidiabetiche e protettive per il cuore. Una dieta, va sottolineato, che si mantiene alla larga dal consumo di carni rosse, insaporitori e aromi industriali, zuccheri e grassi. Importante anche quanto si mangia: fare in modo che stomaco e intestino siano pieni all'80% della loro capacità, evitando le abbuffate.

Ci sono altri fattori che allungano la vita oltre al cibo

Non è tutto qui il "segreto" delle 5 Blue Zones, ma include la scelta di una vita semplice, a stretto contatto con la natura, a privilegiare piccole comunità e con sufficiente tempo e spazio per curare la propria interiorità (con ricerca religiosa e spirituale), fare movimento fisico e comportarsi in modo solidale nei confronti del prossimo. Sembra un vecchio sensale, lontanissimo dalla competitività moderna e dall'iperesposizione social oggi in gran voga, ma i dati ne confermano l'attendibilità. Vale la pena di rifletterci su. 

Le "blue zones" (Grafica Shutterstock)
Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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