A Vignanello, dove nel castello principesco col giardino-labirinto si incontrano musica e grandi vini

Nel suggestivo borgo del Viterbese fino al 17 luglio si svolge il Divino Music Festival. Atrmosfere mozzafiato ed eventi culturali uniti a degustazioni

Un antico villaggio preservato fino ad oggi: Vignanello (Foto Shutterstock)
Un antico villaggio preservato fino ad oggi: Vignanello (Foto Shutterstock)
di Fuoriporta

Se sei alla ricerca di bellezza, fascino, relax e divertimento Vignanello nelle serate estive, e non solo quelle, rappresenta il rifugio ideale. Dall'11 al 17 luglio a Piazza della Repubblica, ti attende in un bellissimo connubio di musica e vino e ovviamente tutto l'incanto che solo quest'angolo della Tuscia può offrire. Divino Music Festival è l'evento in cui ogni serata sarà caratterizzata da un genere o un gruppo, a tutto questo sarà abbinato un vino che allieterà il tuo momento trascorso a Vignanello.

Uno degli interni del castello (Shutterstock)

Il castello e il giardino-labirinto

Centro ricco di storia che conserva splendidi tesori come la fortezza in pietra grigia, Castello Ruspoli, con il suo giardino all’italiana realizzato nel 1611 per volontà di Ottavia Orsini, figlia di Giulia Farnese, mentre al settecentesco centro storico si accede attraverso la suggestiva porta del Molesino, edificata nel 1692 dall’architetto romano Mattia de Rossi; meritano sicuramente una visita anche la fontana barocca, gli antichi cunicoli sotterranei chiamati “connutti” e diverse architetture religiose di notevole valore, come la Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione, Chiesa di San Giovanni Decollato, quella dedicata ai Santissimi Angeli Custodi e quella di San Sebastiano.

Il giardino all'italiana con le sue geometrie a labirinto (Shutterstock)

Il suono e il gusto

Come ogni manifestazione che si rispetti, Divino Music Festival ha la sua storia. Una storia bellissima e piena di passione. Una storia d'amore. L'evento infatti nasce, non solo per far apprezzare Vignanello e la sua umanità, ma perchè qui c'è una lunga tradizione che unisce il territorio alla produzione di vino. Verrà infatti abbinato, ad ogni nota musicale, un bicchiere di vino autoctono, di aziende locali. Sul podio dei vini locali, ci sono il Greco e il Vignanello Doc

Un vitigno che ha dentro la storia antica del territorio

Le prime notizie sulla coltivazione della vite in questo tratto della provincia di Viterbo, d’altronde, risalgono addirittura al 766 d.C.; e da lì in avanti la storia del paese è stata sempre legata a doppio filo alla produzione e al commercio del vino, destinato soprattutto alle famiglie più abbienti Capitale: nel XV Secolo, quando il castrum era sotto la dominazione di Beatrice Farnese, il Greco di Julianellum – uno dei vitigni autoctoni recentemente riscoperti - non mancava mai nelle mense dell'aristocrazia ecclesiastica romana. Vignanello, d’altronde, sorge a 347 metri di altezza sulle pendici collinari che dal Monte Cimino scendono verso la valle del Tevere: un terreno di origine vulcanica molto adatto alla coltivazione della vite, al punto che il vino locale ha ottenuto il riconoscimento della indicazione geografica tipica Colli Cimini nel 1989 e, tre anni dopo, la denominazione di origine controllata Vignanello.

Il palazzo voluto dalla famiglia Farnese-Orsini che domina il paesaggio (Shutterstock)

Divino Music Festival dall'11 al 17 luglio

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