Covid-19 in aumento nei macelli: "Se mangio carne mi prendo il virus?" La risposta in dettaglio

I casi in Cina, in Germania e ultimamente in Italia nella provincia di Mantova hanno fatto moltiplicare preoccupazione e domande. Giusto informarsi correttamente

Covid-19 in aumento nei macelli: 'Se mangio carne mi prendo il virus?' La risposta in dettaglio

Perché nei mercati e nei macelli? I casi di contagio in attività fondamentali per la preparazione delle carni per la filiera commerciale hanno fatto moltiplicare le domande e le preoccupazioni sul rapporto tra consumo alimentare e contagio da Covid-19. Il mondo non dimentica che il principale focolaio mondiale di Coronavirus è legato alle attività del mercato di Wuhan, la prima città ad andare in lockdown severissimo (11 milioni di persone rinchiuse a casa). E dopo i recenti casi dei 1500 lavoratori trovati positivi all'interno di macelli tedeschi, e dei 68 contagiati a Vadiana e Dosolo, in provincia di Mantova (anche qui nei macelli, va detto che in gran parte hanno sintomi lievi o sono asintomatici) le preoccupazioni sono aumentate. Nel mentre, come ha documentato il Food and Environment Reporting Network, altri focolai sono stati trovati in strutture simili negli Usa, in Irlanda, Regno Unito, Francia, Spagna. Ma cedere al panico, alla disinformazione e al complottismo non aiuta. Torniamo alla domanda principale: il Coronavirus è trasmissibile attraverso la carne? Ecco cosa risponde su questo punto il Bfr, istituto tedesco per la valutazione del rischio alimentare. Che ha pubblicato un dossier in lingua inglese sul tema.

"Se mangio carne mi ammalo di Covid-19?"

Le risposte del Bfr partono da un preambolo fondamentale: è possibile restare contagiati dal virus attaverso oggetti o cibo? Questa in sintesi la risposta: "Non ci sono attualmente casi che mostrino evidenza di trasmissione virale all'uomo attraverso il consumo di cibo contaminato. Resta però la possibilità che il contagio passi attraverso superfici su cui si è depositato il virus. Ma il periodo di durata della carica virale è molto ridotto, perché il Covid-19 è instabile e si indebolisce rapidamente". Altra domanda: Il virus può restare attivo su superfici solide e asciutte (come potrebbero essere gli arredi e gli strumenti di lavoro di un macello, ndr)? Secondo l'istituto tedesco per la valutazione del rischio alimentare: "La stabilità del Covid-19 dipende da vari fattori, come la temperatura, l'umidità dell'aria e la condizione di certe superfici. In generale i Coronavirus di provenienza umana non sono particolarmente stabili su superfici asciutte. La disattivazione può così richiedere da qualche ora a qualche giorno. Test di laboratorio hanno rivelato che il SARS-CoV-2 resta infettante per 3 ore nell'aerosol (presente in starnuti o in ciò che emettiamo quando parliamo, ndr) per 4 ore circa in superfici metalliche, fino a 24 ore su scatole di cartone e fino a circa 3 giorni su oggetti d'acciaio e plastica". 

Il fattore umano

La conclusione del dossier pubblicato da Bfr è che sia estremamente difficile che il consumo di carne porti il virus a contatto con l'uomo, uno dei dettagli discriminanti è che il Covid-19 ha bisogno di un organismo vivo e funzionante nella replicazione cellulare. La carne macellata non lo è. Una contaminazione può essere dovuta alle cattive condizioni igieniche del luogo di lavoro, o se un addetto stranutisce o deposita in altro modo la sua saliva sulla carne in lavorazione. Ecco perché alla segnalazione di un nuovo focolaio a Wuhan è apparsa goffa la risposta di Pechino secondo cui il virus era tornato a manifestarsi "per colpa di salmone norvegese importato". Più facile che sia stato un addetto a maneggiare quella materia prima in modo errato, magari senza mascherina. Ma le misure per il lavoro in sicurezza sanitaria sono state elevate ovunque: nei macelli bisogna indossare guanti e mascherina. Sono scattati controlli più severi sul distanziamento dei lavoratori all'interno delle strutture, anche perché in luoghi refrigerati il virus tende a "spegnersi" più lentamente. Il resto viene dalla buona igiene personale e nelle nostre case, e soprattutto dal rispetto del distanziamento sociale specie in luoghi chiusi o particolarmente frequentati. Non è la carne in sé a portare la diffusione del virus, ma la superficialità o la disattenzione umana.