"Non ha nessun valore legale": di cosa parliamo quando troviamo nell'etichetta 'olio novello'

Il grande successo commerciale di questa definizione nasconde ambiguità, forzature e rischi sulla qualità di quello che compriamo. L'analisi e l'allarme

Non filtrato, torbido, giovane 'genuino': davvero l'olio novello è così? (Foto Shutterstock)
Non filtrato, torbido, giovane "genuino": davvero l'olio novello è così? (Foto Shutterstock)
TiscaliNews

Ha fatto molto discutere questo approfondimento di FoodCulture su come un olio EVO su tre venduti in Italia in realtà non sia vero olio extravergine d'oliva. Nel mentre si pone un'altra questione che già da tempo insospettisce produttori, titolari di frantoi ed esperti degustatori e tecnici del campo: l'olio novello. Cos'è esattamente? Detto che sta avendo sempre maggiore diffusione sul mercato. Novello sa di fresco, naturale, appena prodotto, con proprietà speciali. Ed è questo a dargli fascino presso i consumatori. Peccato che quell'etichetta non abbia nessun valore legale. A mettere in chiaro le cose è Teatro Naturale, rivista specialistica sulla produzione di olive e olio, considerata fra le più autorevoli da olivocultori e frantoiani.

Una bella definizione che tutti sfruttano a modo loro

In particolare, Teatro Naturale da spazio all'analisi di Alfredo Marasciulo, esperto consultato concorsi internazionali sulla bontà dell'olio, consulente in materia di tecniche estrattive, analisi sensoriale ed etichettatura. E Marasciulo non usa mezzi termini: "La dicitura in etichetta Olio novello non ha alcun valore legale, qualunque olio appena prodotto è novello e ciascuno lo interpreta a suo uso e consumo, vedi olio novello ovunque, ne ho viste recentemente bottiglie del 2020, per questo ritengo sia giunto il momento di dare un limite di tempo entro il quale definirlo così, altrimenti corriamo il rischio, un altro, di ingannare il consumatore finale".

L'olio che cambia caratteristiche

Se quindi ci sono definizioni a termini di legge molto precise e stringenti per quanto riguarda il vino novello, per l'olio non è così. Questo porta a forzature commerciali di ogni tipo e a produzioni con tecniche "estreme" che influiscono su come cambia l'olio stesso con l'andare del tempo, e parliamo molto tempo prima della semplice data di scadenza. Per dar maggiore fascino al prodotto commerciale, diversi marchi lo vendono senza filtratura. Qui Marasciulo spiega: "Se confrontiamo il valore dell’olio novello sul mercato ci rendiamo facilmente conto che stiamo parlano di niente; mentre in questo settore c’è ancora chi...perde tempo sulla scelta di filtrare o non filtrare l’olio, la tecnologia ci sta mettendo di fronte ...alla scelta se utilizzare o non utilizzare il separatore, senza demonizzare il suo uso. Scelte che vanno a incidere sul prodotto finale e sulla sua capacità di mantenere nel tempo le caratteristiche iniziali. L’olio è vivo ed è fondamentale filtrarlo per eliminare acqua sporca e con essa sostanze organiche e batteri che potrebbero rovinarlo nel tempo".

Filtrare o non filtrare: il problema è ben altro

Altro dettaglio da non sottovalutare: "In questi giorni stiamo riassaggiando oli di un mese fa, vedo le facce dei frantoiani, li sento dire ‘questo non è il mio olio'". La trovata commerciale di vendere olio novello senza una disciplina chiara di cosa sia e come produrlo e garantirlo, tende a ingannare il consumatore sfruttando queste "zone grigie" e puntando sul fascino della cosa appena fatta, ma la cui qualità e le cui proprietà non sono affatto garantite. Bisogna prestare molta attenzione al momento dell'acquisto. 

Quanto dura con le stesse caratteristiche l'olio appena prodotto? (Foto Shutterstock)