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Frutta secca a guscio o polposa: come usarla al meglio, evitare rischi e scoprire oli alternativi

L'autunno è più che mai la stagione in cui, con i primi freddi, questo alimento è particolamente apprezzato. Come consumarlo e quali errori evitare

Lucia Arlandini di Lucia Arlandini   
Una delizia autunnale e non solo (Foto Shutterstock)
Una delizia autunnale e non solo (Foto Shutterstock)

Con l’arrivo dell’autunno aumenta l’abitudine di finire i pasti sgranocchiando frutta secca. Questa si può suddividere in due categorie: a guscio (noci, nocciole, pinoli, ecc.…) o polposa (datteri, uva passa, fichi, ecc.). La frutta secca a guscio viene anche definita “frutta oleosa” per l’elevato contenuto di grassi insaturi e polinsaturi, che contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. La frutta secca polposa invece si caratterizza per un elevato contenuto di zuccheri e fibre e per pochissimi grassi ed è particolarmente adatta agli sportivi, soprattutto dopo prestazioni impegnative, per recuperare gli zuccheri presenti nei muscoli durante l’allenamento.

Occhio a non esagerare

In ogni caso tutte e due le tipologie sono ottime perché ricche di sali minerali, vitamine e possiedono numerose proprietà tanto da farne un alimento ideale soprattutto a colazione. Per la loro ricchezza di sostanze nutritive bisognerebbe consumarle con moderazione ed evitare soprattutto la sera a fine pasto poiché appesantiscono la digestione. Vivamente sconsigliata invece a chi soffre di patologie dell’apparato digerente, quali colite, gastrite, ulcera a ausa della grande quantità di fibre contenute, e quella polposa, ai diabetici per l’apporto di calorie. La giusta quantità di frutta secca a colazione è la stessa di quella che viene consigliata per il consumo giornaliero, parliamo di circa 30/40 grammi al giorno, mangiarla prima d'iniziare la giornata però ti aiuterà a tenere il peso sotto controllo e non ingrassare.

Proprietà e curiosità

. Lo sai qual è la frutta secca più apprezzata?

Le mandorle sono fra la frutta secca più conosciuta, consumata e apprezzata. Si trovano in commercio sia pelate che sgusciate, ma anche in forma di granella, lamelle, farina e crema sia di mandorle tostate che di mandorle al naturale.

. Quella più pregiata?

Conosciuti anche come “oro verde”, i pistacchi sono coltivati in moltissime regioni che si affacciano sul mar Mediterraneo. Il più grande fornitore di pistacchi a livello mondiale è l’Iran dove viene coltivata la varietà Akbar, un pistacchio di forma ovale allungata, mentre dalla Spagna proviene invece il pistacchio gigante di varietà Kerman, che viene coltivato anche negli Stati Uniti.

. Quella più cara?

Un pino inizia a produrre semi solo dopo circa 15 anni di vita della pianta e ogni pianta produce più o meno un solo 1kg di pinoli a stagione: per questo e, per la difficoltà di lavorazione, i pinoli sono considerati una delle tipologie di frutta secca più costose sul mercato.

Se l'olio di frutta secca serve per condire altri cibi

In alternativa avete mai provato l’olio di nocciole, di mandorle, di noci, di pinoli o di pistacchio? Sfruttare la frutta secca per condire insalate, tartare di pesce, carpacci, paste, dolci è un sostitutivo sano e gustoso ma non adatto per le cotture a fuoco vivo poiché l’olio di frutta secca ha un punto di fumo relativamente basso.

L’olio di mandorla e di nocciole vengono utilizzati in cosmetica come idratanti e nutrienti; per la presenza di grassi insaturi si assorbono rapidamente nella pelle e non ungono e sono particolarmente indicati per combattere l’invecchiamento cutaneo e contribuire al rinnovamento cellulare dei tessuti della pelle. Si impiegano anche per i massaggi al corpo perfetti per adulti, bambini e donne incinte.

Lucia Arlandini di Lucia Arlandini   
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