La fiaba del Kamut "perfetto" e il Cappelli modificato in laboratorio: furbizia e verità sul grano

E' il cereale re dell'alimentazione, ma sempre più manipolato. Fino ad alcuni esiti commerciali notevoli. Ma che impatto ha davvero sulla nostra salute? I dati

Pasta e pane: cerchiamo i più 'naturali'. Ma lo sono?
Pasta e pane: cerchiamo i più "naturali". Ma lo sono?

Il grano è una delle materie prime fondamentali della nostra alimentazione e perciò sempre al centro di dibattiti e verifiche su come sia prodotto, quanto sia salutare, fino a che punto lo si possa definire "naturale" e quanto sia geneticamente modificato. Questo articolo di Tiscali FoodCulture è il primo di una serie sulle tipologie di grano, su quanto sia necessario distinguere fatti e dati dalla "furbizia" del marketing che punta soprattutto sull'emozione e la suggestione del futuro acquirente e consumatore. Partiamo dal grande miracolo commerciale degli ultimi anni: il Kamut. Dal punto di vista del commercio e del marchio, una totale invenzione americana con tanto di marchio registrato che ne stabilisce un importante monopolio commerciale

C'era una volta (e c'è ancora) la pagnotta di grano Cappelli

Perchè tanto successo del grano Kamut

Facendo chiarezza su un prodotto che ha molti pregi, bisogna dire che Kamut in natura non esiste. Kamut è la denominazione commerciale della Kamut International Ltd, multinazionale americana fondata dall'agronomo e imprenditore Bob Quinn, lanciato con una strategia di marketing vincente a base del fiabesco ritrovamento di chicchi di grano iraniano Khorasan in un'antica tomba egizia, grano che avrebbe contraddistinto l'alimentazione dei Faraoni. Quando compriamo Kamut, quindi, compriamo grano di origine iraniana coltivato in Montana e commercializzato in tutto il mondo. Ha certamente i suoi pregi: alto contenuto proteico, coltivazione biologica e nessuna ibridazione con altri grani. Non contiene nichel, è ricco di vitamine e selenio, contiene meno fibre di altre specie di grano duro e ciò riduce l'impatto sulla digestione di chi soffre di intestino irritabile. Ma: ha un'alta quantità di glutine e quindi non è indicato per i celiaci, né risolve del tutto i problemi di allergia di chi già ha problemi a mangiare altri tipi di grano. Ha un indice glicemico di quasi la metà inferiore a quello di altre specie, il che ha contribuito al suo successo in diete per diabetici e in quelle di vegetariani e vegani. Non essendo un prodotto a filiera corta, il Kamut tende ad avere prezzi superiori ad altri tipi di grano. Un'alternativa tutta made in Italy è il grano Saragolla, derivato dal Khorasan ma meno facile da trovare in commercio. 

I caratteristici chicchi del grano Khorasan (nome commerciale: Kamut)

Ogm e glifosato nella pasta che mangiamo? Vedi qui l'approfondimento

Grano Cappelli, la grande modifica prima degli Ogm

Una ricerca del Policlinico Gemelli (qui consultabile) sui tipi di grano e il loro uso alimentare da parte di persone sensibili al glutine, ha dimostrato che su un campione di 42 persone di età media di 45 anni, il consumo di prodotti a base di grano Cappelli è più tollerabile e digeribile rispetto a quello di altri grani. Il Cappelli è stato per parecchi anni il "re" di questo tipo di cereale coltivato in Italia, arrivando a prendersi oltre il 60% delle terre destinate alla produzione. Non è un grano del tutto naturale ma ha subito modifiche sostanziali ai primi del Novecento. Fu l'agronomo marchigiano Nazareno Strampelli, titolare della Cattedra ambulante di Agricoltura a Rieti a lavorare al miglioramento del grano Rieti Originario, più resistente a ruggini, funghi e altre malattie ma con la caratteristica di piegarsi e rovinarsi a causa del vento. Strampelli si mise l'obiettivo di migliorarlo ulteriormente, arrivando a collezionare 250 specie di grani di tutto il mondo, procedendo fino a 800 ibridazioni. Le sue ricerche furono sostenute dal senatore Raffaele Cappelli, a cui il grano "inventato" in laboratorio da Strampelli fu intitolato.

Oltre 800 ibridazioni dell'agronomo: ed ecco il Cappelli

Questa varietà, che regge perfettamente la cottura, molto digeribile e ricca di vitamine e lipidi, ha una spiga e un fusto più compatti e meno alti. Matura prima, il che in piena epoca fascista ne determinò l'ulteriore riuscita, dato che risolveva il problema della coincidenza fra il precedente periodo di mietitura con il picco di contagi da malaria nei terreni ancora parzialmente bonificati. Come molte altre materie prime di uso alimentare, l'ibridazione con altri tipi di grano ne ha modificato il corredo genetico. Anche se non lo si può definire Ogm, sigla che individua gli organismi che hanno subito modifica con le moderne tecniche di ingegneria genetica (uso di radiazioni eccetera). Il che ci porta alla discussione sempre aperta sul grano di gran lunga più commercializzato e consumato attualmente: il grano Creso. E rinviamo questo punto della trattazione alla prossima puntata

Pasta di Kamut, grande successo commerciale negli ultimi anni