Tre colori, un segreto afrodisiaco e un rischio da non correre: tutto sugli asparagi

L'arrivo della primavera è scandito dal ritorno sulle tavole e al ristorante di questo delizioso ortaggio dalle origini orientali. Ritratto di un gusto unico

Asparagi selvatici e bianchi: due varietà molto apprezzate (Foto Shutterstock)
Asparagi selvatici e bianchi: due varietà molto apprezzate (Foto Shutterstock)

Trovare gli asparagi è un simbolo dell’arrivo della primavera in tavola e nei mercati cittadini. L’asparago è un ortaggio che ben si adatta in cucina ed è ricco di proprietà benefiche come pochi. La coltivazione ha origine in Asia Minore e diviene presto apprezzata a Roma tra gli imperatori; ora è una coltivazione consolidata in tutti i Paesi occidentali.

Varietà e variazioni a tavola con gli asparagi: le immagini

Tre colori tre famiglie

Gli asparagi si dividono in tre famiglie in base al loro colore: quelli verdi (i più comuni), quelli bianchi (famosi quelli di Bassano del Grappa) e quelli viola (come l’asparago viola di Albenga); si dividono poi in quelli coltivati e in quelli selvatici, molto più sottili, che crescono spontaneamente sui rilievi e soprattutto in corrispondenza delle macchie di faggio. Sono ortaggi ipocalorici (solo 41 calorie per 100 grammi) e soprattutto privi di grassi; sono infatti composti in gran parte da acqua ma offrono anche un certo quantitativo di carboidrati, proteine e fibre tanto che andrebbero mangiati almeno due volte la settimana per avere dei benefici psicofisici.

L'ortaggio dell'amore

Queste verdure costituiscono dei diuretici naturali, diminuiscono i livelli di glucosio nel sangue e sono ricchi di antiossidanti che contrastano il declino cognitivo; ma seppur salutari per l’organico hanno anche degli effetti collaterali. Il primo effetto negativo è legato al potere euforico ed eccitante, che li rende inadatti al consumo nei pasti serali ma adatti invece per incontri amorosi. Si narra che Napoleone III li richiedesse prima di un appassionato "dopo cena".

Occhio ai reni, e a Manet

Il secondo è relativo all’alto contenuto di acido urico: la loro assunzione è sconsigliata per pazienti con patologie a carico dei reni. Tra gli effetti collaterali l’odore sgradevole dell’urina dopo il loro consumo e poi che il loro consumo può provocare meteorismo e flatulenza.

Ora una piccola curiosità: il pittore impressionista Manet ha fatto un quadro raffigurante un mazzo di asparagi, acquistato dal un noto banchiere Ephrussi. Essendo stato pagato per una somma superiore alla richiesta, per sdebitarsi Manet realizzò un secondo quadro con un singolo asparago e lo regalò ad Ephrussi accompagnandolo dal biglietto “ne mancava uno al vostro mazzo”. Ora se siete amanti di questo ortaggio approfittate di tutto questo periodo e magari concedetevi una visita al museo degli asparagi in Baviera.