"Un pane di tre metri come monumento?". L'omaggio allo Zichi centenario che sorprende e fa discutere

A Bonorva, in provincia di Sassari, diventa un evento nazionale la posa della rappresentazione di uno dei pani più antichi e tipici

Il gigantesco pane Zichi con l'autore, Giuseppe Carta (foto dall'ufficio stampa)
Il gigantesco pane Zichi con l'autore, Giuseppe Carta (foto dall'ufficio stampa)
TiscaliNews

Che ci mettiamo per abbellire il contesto urbano, nella zona panoramica del Paese? Molto più di una statua o una colonna commemorativa. Su quel supporto va un pane di più di tre metri, illuminato da luci studiate apposta la notte, e dal sole della Sardegna di giorno. A Bonorva hanno pensato di fare così, con orgoglio, perché lo Zichi è una tipicità di questa comunità in provincia di Sassari. Un pane antico che conoscono bene e usano estesamente da tempo. Ma: "Un pane come monumento?". Quando la posa è stata completata, inevitabile l'incrocio di commenti, sorrisi, polemiche di chi avrebbe voluto un'altra scelta e giudica questa infelice. Nessun dubbio per il sindaco Massimo D'Agostino e per le autorità che il 12 agosto scorso hanno inaugurato e benedetto questa rappresentazione dello Zichi.

L'artista che celebra la storia del pane

Va precisato che il gigantesco Zichi che si staglia a Bonorva e che in poche ore ha fatto il giro di Web e social non è un pane autentico, ma una sua rappresentazione scolpita in forma di scultura in acciaio e resina policroma. L'autore è lo scultore e pittore Giuseppe Carta (qui il suo sito) che da tempo omaggia il potere e la bellezza del cibo riteaendolo in grandi sculture protagoniste di eventi e mostre in giro per l'Italia. Lo Zichi di oltre tre metri si aggiunge a una ricca serie di realizzazioni che celebra la natura con sculture di frutti che vogliono essere "vivi, vivissimi" come si legge sul sito dell'artista. E dunque, fra gli altri: giganteschi peperoncini, ghiande, grappoli d'uva, limoni e melegrane. Ma torniamo al vero celebrato, il pane Zichi.

Come si presenta lo Zichi appena sfornato (Shutterstock)

Morbido e poi duro e friabile

Gli studiosi di antichità e archeologia hanno sottolineato quanto pani di forme circolari, a simboleggiare il sole, fossero presenti nelle culture più aniche e fra queste è compresa quella nuragica sarda. Nel Nord Sardegna, queste pagnotte aveano una circonferenza di circa 40 centimetri e consistenza che appariva morbida (qualcuno li ha paragonati alla fresa e alla piada). Lo Zichi è quello tipico del paese di Bonorva, viene preparato con farina di grano duro, pasta madre, acqua di fonte e sale. Lo si usa morbido oppure tostato. Può essere affettato e inzuppato in sughi vari, abbinato a pomodoro e pecorino, fatto lesso in brodo di pecora, farcito con salsicce fresche o stagionate e finocchetto selvatico, fatto bollire con aglio, prezzemolo e pomodoro secco. Il suo uso è molteplice e si presta ad essere accostato ai frutti di mare, al nero di seppia, con i carciofi e la bottarga di muggine. Così un pane tipico e antichissimo passa dalla cultura religiosa e agropastorale alle composizioni gourmet più moderne. Scultura celebrativa compresa. Sventurato è il popolo che ha bisogno di statue di eroi, si è detto. Ma il buon cibo, sì, è sempre una bella notizia.