Ogm, danno ambientale, allergie e semi non tracciati: il lato oscuro della nostra amica soia

Sempre più popolare anche nella dieta di casa nostra, questo legume ha proprietà benefiche. Ma anche controindicazioni che aumentano in termini di sostenibilità

L'Italia è ai vertici nella produzione e commercializzazione della soia
L'Italia è ai vertici nella produzione e commercializzazione della soia

Seimila anni di usi benefici e utili non sono un caso. La soia è una delle più antiche materie prime usate in alimentazione, e dalla pratica orientale, con l'aumento delle allergie e la costante modifica delle abitudini al consumo occidentali, l'uso e la coltivazione di questo legume sono andati letteralmente ad esplodere. La sua destinzione è soprattutto all'allevamento e ai fertilizzanti ma sono sempre di più i prodotti destinati all'alimentazione umana. Protagonista di molte diete, la soia è stata a lungo dipinta come toccasana contro certi abusi di grassi vegetali e zuccheri. Ma tanta popolarità ha fatto aumentare pericoli e criticità legate al suo utilizzo e alla coltivazione. Attorno ai quali si moltiplicano gli allarmi.

Oli, semi, fagioli e derivati: la ricchezza della soia

Le proprietà benefiche

Con questo non si vogliono certo negare le proprietà positive della soia. Oltre all'olio che se ne ricava, si usa questa leguminosa per trarne germogli, fagioli (compresi quelli rossi, gli azuki, i verdi o edamame e l'altra qualità, i mung), farina e sue elaborazioni destinate soprattutto ad alimentare il bestiame. Moltissimi prodotti oggi si basano sulla presenza della soia fra gli ingredienti, e molte diete "alternative" hanno come cardine suoi derivati come tofu, tempeh, miso e natto. Esperti di scienza alimentare e nutrizionisti consigliano di inserire alimenti con la soia almeno due volte nella propria alimentazione settimanale, così da limitare i consumi di carni rosse e soprattutto di salumi e insaccati che presentano criticità importanti. La soia è ricca di fibre, nutritivi benefici come vitamina B6 e acido folico, acidi grassi insaturi e dei tanto celebrati isoflavoni. Questi ultimi sono un integratore naturale di estrogeni (che tendono a perdere, ad esempio, le donne in menopausa) mentre le altre proprietà sopra citate favoriscono un buon funzionamento intestinale, partecipano al presidio antitumorale e aiutano a regolare i valori di colesterolo e glicemia. Tutto bene dunque? Non proprio.

Cucina esotica e orientale: altro motivo del successo della soia in Occidente

Tutti la vogliono, ma a che condizioni per salute e ambiente?

Fino a dieci anni fa l'uso della soia nella dieta settimanale in Italia era minimo. Negli ultimi anni il legume ha avuto un'impennata spettacolare di popolarità. A partire dall'olio, che però presenta le sue controindicazioni: se viene raffinato potrebbe portare a maggiori rischi cardiovascolari, aumentando la presenza di Omega 6 nell'organismo (che dovrebbe quindi essere prontamente controbilanciata dagli Omega 3). Senza contare le preparazioni a base soia che però contengono grassi idrogenati, insaporitori, dolcificanti proprio per dare maggiore gusto ai prodotti alimentari. Con la massiccia immissione in commercio di prodotti basati sulla soia (la lista è lunghissima e comprende alimenti per bambini, gelati, dolciumi, minestre, piatti pronti, pizze surgelate, spalmabili, lecitina, salumi e pane) sono aumentate le reazioni allergiche e i casi documentati di ritiro di certi prodotti dalla distribuzione commerciale. La tracciatura dunque resta osservata speciale, e se è sempre la quantità di questo legume nella dieta settimanale a fare la differenza, restano aperti due fronti caldissimi: quello degli Ogm (tantissima soia è geneticamente modificata) e quello della distruzione di foreste e biodiversità.

Dolci con la soia, un'alternativa molto apprezzata

Una pianta che ha straordinaria fame di acqua e terra

Molta soia Ogm arriva dal Brasile e dagli Usa e per anni ne è stata fatta massiccia importazione anche in Italia. Il nostro Paese nel corso del tempo si è organizzato in modo diverso e oggi è il primo produttore di questa leguminosa in Europa. Ma resta il problema della tracciatura delle sementi, per circa un terzo ancora di origine sconosciuta, e dell'autoriproduzione che li espone a problemi fitosanitari, come evidenziato da Assosementi. La soia è il secondo responsabile al mondo (dopo l'allevamento bovino) del consumo eccessivo di acqua e terreno e della deforestazione che porta alla distruzione della biodiversità (vedi qui il rapporto Wwf in merito). Ogni anno si stima che per far spazio a nuove coltivazioni intensive di soia e altri prodotti tra i più ricercati (come il caffé) spariscano 10 milioni di ettari di foreste. E siano sotto minaccia di sparizione zone di straordinaria biodiversità, com'è il Cerrado brasiliano che contiene da solo il 5% delle specie di piante e animali di tutto il pianeta. La nostra cara amica, la soia, è diventata un problema per la sostenibilità ambientale. Successo e fama si pagano cari e richiedono un "piano b" urgente. 

Coltivazione di soia, in costante aumento nel mondo