Afrodisiaco e pungente: le cose da sapere sul peperoncino e le gare a chi ne mangia di più

Cambia nome a seconda di quanto sia fresco o secco, arricchisce ricette, viene usato per l'autodifesa e contro il malocchio. E ispira sfide estreme

Foto dal sito Pexels
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Con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno fanno la comparsa nei mercati rionali i peperoncini: rossi, verdi, oblunghi, tondi, insomma di tutte le forme e i colori, anche perché ad oggi si ritiene che al mondo ne esistano oltre 3000 varietà.

Le ricette per cui è fondamentale

Il peperoncino è originario del Sud America da millenni ed è arrivato a noi grazie a Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio. Questa pianta si diffuse prima in Spagna e poi in tutte le regioni meridionali d’Europa senza particolari problemi, in quanto cresce abbastanza facilmente anche in vaso. Amato o odiato, rimane comunque l’ingrediente principale di moltissime ricette famose, basti pensare al piatto diffusissimo in America, “chile con carne” o i nostri spaghetti “aglio, olio, peperoncino”.

Ma ora alcune curiosità

La piccantezza del peperoncino si misura con la Scala di Scoville; rimane però soprattutto concentrata nei filamenti bianchi e nei semi, mentre la punta è sempre la parte meno piccante.

Molti peperoncini cambiano nome a seconda se sono freschi o secchi come ad esempio il fresco Jalapeno, tra le varietà più piccanti, diventa da secco il Chipotle.

Il Messico è il paese con il più alto consumo di peperoncino: in media ogni messicano me mangia più di 6 kg all’anno.

Esiste una università del peperoncino in Messico, dove la mascotte è una bacca di peperoncino con un berretto da Chef.

Esistono gare di mangiatori di peperoncini un po’ ovunque nel mondo: le più famose sono in Lousiana e a Diamante, dove si svolge il Campionato italiano mangiatori di peperoncino. Ai partecipanti vengono dati piatti con 50 g di peperoncini tagliuzzati e in 30 minuti ne devono mangiare il maggior numero possibile accompagnati solo da pane.

Una volta si usavano i peperoncini come coloranti naturali di tessuti, oggi si dà anche da mangiare la polvere di peperoncino alle galline per dare un colore più acceso ai tuorli.

Da sempre usato invece per combattere il malocchio, come strumento di tortura (i Maya esponevano i peccatori al fumo di peperoncino) ma anche come arma di difesa: oggi sono infatti comuni gli spray alla capsaicina, urticanti da usare contro gli aggressori. Se ne esaltano le proprietà afrodisiache.

Inoltre da sempre i peperoncini sono usati come antiinfiammatori e antibatterici per le mille proprietà nutritive e vitamine presenti, tanto da far vincere un premio Nobel a Albert Giorgyi nel 1937, che ne studiò le vitamine presenti arrivando alla sintetizzazione artificiale.

Siete pronti ad amare il fantastico mondo del peperoncino?

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