Il pesce e i danni alla salute dal mercurio che contiene: come scegliere e cosa evitare in base ai dati

Le concentrazioni di questo metallo possono danneggiare cervello, sistema nervoso in formazione e apparato digerente. Ma i benefici sono tanti

Pesce nella nostra dieta: importante saper scegliere
Pesce nella nostra dieta: importante saper scegliere
TiscaliNews

Fa bene, anzi benissimo. E' perfetto per le diete e apporta nutritivi fondamentali al nostro organismo. Tutto bene dunque? Non proprio, perché la paura mercurio segue in particolare negli ultimi anni l'alimentazione a base di pesce, e su questo allarmismo si è costruito un eccesso di timore. Detto che il pericolo non è certo da sottovalutare: le concentrazioni di metilmercurio presenti nel pesce che consumiamo possono danneggiare l'apparato digerente e fare danni ben più gravi al sistema nervoso, in particolare a quello in formazione e sviluppo come lo troviamo nei bambini e nei nascituri. Ma cosa dicono i dati e quale tipo di pesce dovremmo quindi privilegiare nella nostra dieta?

No alla paura gratuita

Inutile e dannoso farsi prendere dal timore irrazionale, piuttosto guardiamo con attenzione i dati. L'ultimo aggiornamento disponibile pubblicato dall'Efsa (l'Autorità europea di sicurezza del cibo) consultabile qui in versione italiana, completa i pareri già espressi nel 2003 e 2010. E conferma di fatto (come ribadito dal commento successivo disponibile su Altroconsumo) il limite di 1,3 microgrammi di mercurio tollerabili dal nostro organismo per chilogrammo di peso corporeo. Tradotto, significa che è consigliabile consumare pesce non più di tre volte la settimana. I dati osservati si sono concentrati in particolare sulla zona mediterranea, in Paesi come Italia, Spagna e Grecia dove il consumo ittico è molto maggiore rispetto al resto del continente europeo.

Particolare attenzione per le donne incinte

Saper scegliere il tipo di pesce è fondamentale

Dagli studi a nostra disposizione, incluso quello commentato dall'Istituto superiore di Sanità, si ha la conferma che il contenuto di mercurio cambia a seconda della specie ittica: i pesci predatori di grossa taglia, come lo spada, il tonno, il luccio, il merlano, la verdesca e il merluzzo ne contengono in dosi particolarmente concentrate. Meglio limitare (non eliminare del tutto, quindi) il loro uso in cucina. Per capire meglio: una sola porzione di pesce come lo spada o la verdesca, 60 grammi per i bambini e massimo 150 grammi per gli adulti, raggiunge e supera il tasso di metilmecurio tollerabile dal corpo umano in una settimana. Si possono tranquillamente consumare più volte alla settimana pesci più piccoli come trota, sardine, sgombro, platessa e salmone. Per riepilogare, dovrebbe essere limitato ad una sola volta nei sette giorni il menu a base di spada, tonno rosso, verdesca, smeriglio, palombo, luccio e pesci predatori simili. Le donne incinte dovrebbero evitare queste specie del tutto. Gli studi disponibili consigliano di inserire il pesce nella propria dieta perché è ricco di proteine facilmente digeribili, di vitamine del gruppo B, D e A e di acidi grassi Omega 3 con benefici effetti sul cuore e sulla regolazione del colesterolo. 

Importante fonte di nutrienti: il pesce non va escluso dalla dieta settimanale