Troppi contagi da virus e crudeltà in allevamento. Ue: basta animali costretti al chiuso e in gabbia

L'iniziativa dell'Ice ha raccolto quasi un milione e mezzo di firme e convinto la Commissione Ue. Nuova risalita di animali infetti in Francia e Danimarca

Polli allevati al chiuso e sotto luci artificiali, immagine da uno dei reportage di Animal Equality Italia
Polli allevati al chiuso e sotto luci artificiali, immagine da uno dei reportage di Animal Equality Italia

Quasi un milione e mezzo di firme in tutta l'Europa. Per sostenere la richiesta di chiudere gli allevamenti intensivi in cui gli animali stiano pressati l'uno contro l'altro e costretti in gabbie. La campagna End The Cage Age ha avuto un primo importante successo: quello di spingere la Commissione Ue a impegnarsi a presentare una direttiva in materia entro il 2023. Non è solo l'ennesima protesta degli animalisti contro i maltrattamenti degli animali da allevamento. A questo si unisce la preoccupazione per il diffondersi di virus con maggiore facilità in spazi in cui molti esemplari vivono al chiuso, sotto luci artificiali, con alimentazione forzata e fermi dentro gabbie. Da tempo attivisti e reporter (fra cui quelli di Animal Equity Italia) documentano lo stato preoccupante in cui nascono, crescono e si riproducono gli animali destinati a consumo alimentare di massa

I casi che preoccupano

Se la salute comincia da quel che mettiamo nel piatto, allora massima attenzione va prestata su come vengono prodotte le materie prime che entrano nella nostra spesa e da lì in cucina. La recente risalita di casi di peste suina e influenza aviaria (della quale il Covid-19 è una mutazione) in Francia (vedi qui) e l'abbattimento di milioni di visoni infettati dal Coronavirus in Danimarca (qui i dettagli) hanno riportato al centro del dibattito alimentare e sanitario le contraddizioni di un sistema che medicalizza sempre di più persone e animali ma che tende a tenere questi ultimi in un ambiente in cui la moltiplicazione virale tende a velocizzarsi. 

La battaglia dell'Ice

L'Ice (Iniziativa dei cittadini europei) ha ottenuto l'attenzione che cercava da parte della Commissione europea, la quale ha chiesto all'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) di produrre i dati scientifici che diano sostanza alla richiesta di abolire progressivamente gli allevamenti intensivi in gabbia. Gli animali interessati dalle nuove misure sono: galline ovaiole, scrofe e vitelli, conigli, pollastre, galline ovaiole riproduttrici, polli da carne riproduttori, quaglie, anatre e oche. Già dall'anno prossimo, la Commissione Ue si è impegnata a rivedere le regole in materia di benessere, trasporto e cura degli animali da allevamento, passo intermedio fino alla nuova direttiva attesa entro il 2023. L'idea è mettere fondi a disposizione degli allevatori che si adegueranno ai nuovi criteri. Olga Kikou, responsabile dell'Ue del monitoraggio dello stato in cui si trovano gli animali da allevamento, e tra i primi firmatari dell'iniziativa Ice, ha commentato: "Resteremo vigili fino a quando non sarà realizzata la nostra ambizione, porre fine all'uso delle gabbie e il primo passo verso la fine del modello di allevamento intensivo".