Tutto bruciato in cucina e disastro. Lo sguattero che per rimediare ha inventato il "pan de Toni"

Come nasce il dolce perfetto di fine anno? Da un grave e antico errore e dalla necessità di un "piano b" di fronte a nobili capricciosi che non perdonano

Ludovico il Moro, a destra, nascita del 'pan de Toni' (da foto Shutterstock)
Ludovico il Moro, a destra, nascita del "pan de Toni" (da foto Shutterstock)

A pochi giorni dal Natale che chiude questo 2021 tribolato e pieno di speranza che le cose cambino con l'anno in arrivo, andiamo a scoprire le origini del dolce tradizionale per eccellenza. Quello nato col nome di Pan de Toni. Come tutti i veri dolci della tradizione le origini si perdono nel tempo ma la più accreditata vuole che si sia stato inventato da uno sguattero, detto Toni, alla corte di Ludovico Sforza, detto il Moro.

Rimedio a un disastro

Per salvare il suo amico capocuoco che aveva bruciato tutti i dolci da servire al duca, ha iniziato a impastare creando una vera e propria prelibatezza tanto da venire lodato e servito in occasione delle grandi feste e da aggiudicarsi il nome di “pan de Toni”.

Una storia d'amore

L'altra versione, decisamente più romantica, vuole Ughetto nobile e bello, che si era invaghito della figlia del fornaio. Per salvare lei e suo padre dalla rovina aveva venduto i suoi falchi per comprare tutti prodotti di prima qualità per far vendere un prodotto eccellente che andasse a ruba.

E fu così che il "pan de Toni" divenne panettone (Foto Shutterstock)

Perché artigianale è meglio 

Negli anni questo dolce è diventato uno dei punti di forza dell'industria dolciaria che ne ha messo in commercio moltissime varianti: tartufato, pralinato, al limone, senza canditi, rimanendo comunque il simbolo di una festa gioiosa e di serenità. Amorevole chi a casa si dedica a rinfrescare, lievitare, pirlare l'impasto sperando di creare un dolce unico, ma io personalmente preferisco comprarmi un buon panettone artigianale.

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Come si fa a distinguere un buon panettone artigianale? Secondo il decreto delle Politiche Agricole e delle Attività Produttive del 22/07/2005 possono avere questa denominazione solo prodotti con burro e uova fresca e fatti di pasta morbida a lievitazione naturale. Ricordatevi che i costi di un buon panettone artigianale si aggirano sui trenta euro al chilo. Se amate le novità sappiate che tanti chef stellati usano il panettone, anche fuori stagione, per interi menù creando abbinamenti molto interessanti. Voi siete pronti ad osare?

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