Biscotti a colazione: tossine, acrilammide, qualità delle farine. I migliori e i peggiori secondo i test
Il primo pasto della giornata è il più importante. Spesso i biscotti sono fra gli alimenti preferiti da giovani e adulti. Ma cosa mettiamo in tavola? Vediamo
Il primo e più importante pasto della giornata, quello che determina umore ed efficienza a seguire, che può "spegnere" stati di ansia e stress e, se costruito adeguatamente, perfino calmare l'intestino irritabile, come abbiamo scritto qui. Si tratta della prima colazione. Nella maggior parte dei casi, comprende biscotti. Di vario tipo, con varie farine, più o meno industriali. Specie bambini e giovanissimi ne vanno matti. Ma cosa mangiamo, quando inseriamo quei biscotti nella nostra dieta quotidiana? Una serie di nuovi test di sicurezza e qualità alimentare lo svela nel dettaglio.
Ventinove prodotti sotto esame
A condurre i test alimentari è stato il team del Salvagente, il sito leader nelle analisi di laboratorio, a tutela dei cosumatori. Ha messo sotto 29 frollini, 13 prodotti usando farine bianche e 16 integrali, in particolare per cercare la presenza di di micotossine e di acrilammide, il contaminante potenzialmente cancerogeno che si sviluppa durante la cottura di alimenti per effetto della trasformazione degli amidi. Come è andata? In estrema sintesi, i residui di micotossine sono ridotti al minimo, più varia e problematica la presenza di acrilammide.
I risultati: i biscotti migliori e i peggiori
Fra i 29 marchi e tipi di biscotti messi sotto esame, non si è badato solo alla presenza dei due contaminanti sopra descritti ma si è badato anche alla presenza di grassi saturi (margarina e simili), alla qualità della farina e alla presenza o meno di oli sgraditi, come quello di palma. Quali sono stati i risultati in dettaglio? Certi prodotti presentano olio di palma, difosfato disodico oppure edulcoranti come il maltitolo e lo sciroppo di maltitolo che di fatto zuccherano ulteriornente il prodotto. E' il caso dei Gentilini Piaceri. Il fosfato monosodico e il difosfato disodico si trovano nei frollini alla panna Carrefour, nei Cruscoro Saiwa, nei Granturchese Colussi e nei Galbusera, e la loro presenza può ostacolare l’assimilazione del calcio molto importante nella crescita e nello sviluppo dei più piccoli. Ancor olio di palma nei Bucaneve, nei McVities e nei Cruscoro Saiwa, ma qui la battaglia rischia di essere ideologica. Se da un lato questo olio viene accusato (ma è materia controversa) di far aumentare colesterolo e trigliceridi, è soprattutto la sua estesa coltivazione ad essere avversata dagli ambientalisti che accusano l'uso intensivo ed esteso di quella pianta di alterare la biodiversità. Andando oltre, lo sciroppo di glucosio-fruttosio è presente nei frollini Esselunga, in quelli con panna di Conad e nei Cruscoro Saiwa, e come dolcificante suscita polemiche per quanto sollecita il fegato, specie dei giovsnissimi. Ottime notizie sul fronte delle micotossine, cioè i prodotti di muffe che possono contaminare i biscotti confezionati: i valori di tutti i 29 i campioni sono al di sotto dei valori massimi imposti per legge.
Acrilammide e qualità delle farine
Circa il composto chimico potenzialmente cancerogeno che si forma nella cottura degli alimenti ricchi di amido, come sono i biscotti dolci, anche qui arrivano notizie abbastanza buone. L'Efsa (l'autorità europea di sicurezza alimentare) raccomanda di evitarlo o di ridurlo al minimo, la legge italiana non pone divieti ma stabilisce un limite prudenziale di 350 mcg/kg per gli adulti e 150 mcg/kg per i bambini 0-3 anni. Tutti i campioni sono al di sotto di questo valore, solo alcuni lo sfiorano. Ed eccoci all'ingrediente fondamentale, le farine. Meglio bianche o integrali? Come si sa, quelle integrali danno effettivamente un maggiore apporto di fibre. Venendo ai singoli marchi e prodotti: le Gocciole Pavesi per quanto "bianchi" hanno un notevole apporto di fibra, pari a 4,1 grammi. Ma si sale con gli integrali a 4,5 grammi di fibre per 100 grammi nei Saiwa Cruscoro fino a 11 grammi nei Galbusera Più. La legge italiana non pone limiti netti nell'uso di farine dell'uno o dell'altro tipo e quindi il concetto di "integrale" diventa più sfumato, tanto che biscotti definiti "integrali" usano quantità minime di farine non raffinate, come gli Oro Saiwa Cruscoro (23%) o i Dolciando Eurospin (37%). Molto più ricchi in questo i Fior di integrale Realforno di Lidl (75% di farina integrale) e gli Original Frollini integrali di Carrefour (70%). In diversi casi si aggiunge il cruschello o la crusca al grano, come negli Spesotti integrali di Coop e i Molinetti del Mulino Bianco. I risultati dettagliati delle analisi si possono consultare qui.
Leggi anche: La colazione che spegne stress, ansia e irritazione intestinale. Come si compone












