L'ultima moda: riso rosso "ammazza colesterolo cattivo". L'allarme medico e le cose da sapere

Questo alimento, fermentato e preparato in vario modo, è al centro di una riscoperta alimentare per chi lotta con diabete, Ldl alto e rischio cardiovascolare

Riso rosso, presidio per il cuore e i vasi sanguigni: davvero?
Riso rosso, presidio per il cuore e i vasi sanguigni: davvero?
TiscaliNews

Riso rosso a volontà, anche tutti i giorni, perché fa bene e soprattutto aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo totale nel sangue e in particolare il valore Ldl, quello relativo al "colesterolo cattivo" responsabile di molte malattie cardiovascolari. Siamo nel pieno di questa moda alimentare, tra diete fai da te, siti che consigliano alla leggera questo rimedio "miracoloso" e informazioni nutrizionali tutt'altro che verificate. Tanto che cominciano a moltiplicarsi gli allarmi di cardiologi e dietologi. Uno di questi è nelle lettera aperta firmata da Antonio G. Rebuzzi, Docente di Cardiologia all'Università Cattolica di Roma. Già pubblicata dal quotidiano Il Messaggero.

Come evitare di farsi del male

Partiamo dalla risposta al quesito fondamentale: mangiare più spesso riso rosso aiuta ad abbassare il colesterolo? Citiamo la risposta dettagliata del cardiologo Rebuzzi: "Stiamo parlando del riso rosso fermentato, prodotto della fermentazione ad opera del lievito Monascus purpureus. Questo arricchisce il prodotto finale di sostanze simili ai farmaci più utilizzati per combattere il colesterolo alto, le statine, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo". Quindi un valore positivo c'è. Ma non basta, e infatti il medico prosegue: "La abbinata colesterolo e piatto di riso rosso per abbassarlo sembra essere diventato l'abbinamento spontaneo tra i pazienti. Troppo spesso trascurando anche i farmaci. Senza ripensare ai comportamenti quotidiani. Dall'alimentazione, allo sport, al seguire, necessario, anche una terapia. Per capirci, riso rosso sì ma valutare le scelte con il medico". 

Una strategia complessa e calibrata

Di recente il professor Arrigo Cicero ha ripreso ed ampliato questo studio consultabile sul sito del Journal of American College of Cardiology, in base al quale si stabilisce che le proprietà pur positive del riso rosso hanno un effetto inferiore a quello delle statine, soprattutto in casi di colesterolo gravemente alto. Spiega ancora il cardiologo Rebuzzi: "Uno dei più importanti tra gli studi revisionati è quello effettuato da Maaike Gerards dello Slotervaart Hospital di Amsterdam e pubblicato sulla rivista Atherosclerosis. Sono stati esaminati oltre 6.600 pazienti affetti da ipercolesterolemia ed intolleranti alle statine. In un periodo variabile tra i 2 ed i 24 mesi duranti i quali hanno consumato questo alimento senza prendere i farmaci sono stati ridotti i livelli medi di colesterolo di poco più di 39 mg/dl. Livelli di riduzione che si ottengono con dosi minime di statine somministrate per un tempo molto più breve. Era documentato anche un piccolo incremento di colesterolo Hdl (buono) nonché una, sia pur modesta, riduzione dei trigliceridi".

Il successo dei nutraceutici e del riso rosso fermentato: da soli non bastano

Per questo si è cercato di potenziare, in vari integratori alimentari, l'effetto del riso rosso fermentato a quello della berberina e dell'estratto di carciofo. Con quale esito? Una diminuzione dei rischi di infarto pari al 4,7%, senza effetti collaterali preoccupanti. Ma chi prende le statine spesso si lamenta degli effetti di affaticamento muscolare e del fegato. Ecco perché, oltre alla moda del riso rosso fermentato a tavola, si diffonde sempre più l'uso di prodotti nutraceutici. Ma non si può comunque prescindere da un giusto trattamento medico dell'eccesso di colesterolo, dal giusto movimento fisico (almeno mezz'ora tutti i giorni, già una camminata a passo spedito è un ottimo primo passo) e dal bilanciamento della propria dieta.