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Altro che "scarsa lingua di terra che orla il mare": i vini e le eccellenze della Vite in Riviera

Un territorio selvatico, stretto, dove è possibile degustare alcune eccellenza come il Pigato e il Rossese. Le nostre "prove", i nomi e i volti dietro i risultati

Vittorio Ferladi Vittorio Ferla   
Caterina, uno dei volti freschi della famiglia del vino BioVio (foto V.F.)
Caterina, uno dei volti freschi della famiglia del vino BioVio (foto V.F.)

La Liguria: una “scarsa lingua di terra che orla il mare”, secondo il poeta Camillo Sbarbaro. Un territorio quasi selvatico, costretto tra le colline e il mare, fatto di scoscesi saliscendi che sembra la rappresentazione geografica dell’indole dei suoi abitanti: introversi, schivi, sobri, affacciati sul mare ma soprattutto gente di entroterra, riparati all’interno. “Ombra e sole s’alternano/ per quelle fondi valli/ che si celano al mare/ per le vie lastricate/ che vanno in su, fra campi di rose,/ pozzi e terre spaccate/ costeggiando poderi e vigne chiuse”, scrive della Liguria Vincenzo Cardarelli. È questo lo scenario che si può godere visitando la Riviera ligure di Ponente.

Il risveglio vitivinicolo nella Riviera dei fiori

Un territorio che, ai caratteri appena descritti, aggiunge un sentimento di periferia (lontana dalle grandi città) e di confine (dopo Ventimiglia comincia la Francia). Celeberrima come “Riviera dei fiori” e capitale della musica italiana (qui si trova Sanremo), ma anche come ambita meta turistica per la meravigliosa costa, l’area è da qualche tempo protagonista di un risveglio nel settore vitivinicolo. Nata nell’ottobre 2015 con la sottoscrizione di un Contratto di Rete, l’associazione Vite in Riviera raggruppa oggi le aziende vitivinicole e olivicole, ubicate tutte tra le provincie di Savona ed Imperia, con l’obiettivo di divulgare e promuovere i vini e gli oli liguri della Riviera di Ponente. È davvero tempo che il risultato del duro lavoro che gli imprenditori agricoli di questo territorio svolgono, valorizzando una terra difficile ai limiti dell’eroismo ma al contempo fertile e generosa, sia finalmente pubblicizzato. Il vigneto ligure è tra i meno estesi d’Italia, ma può offrire ottima qualità.

Le due "star"

Vermentino e Pigato sono i protagonisti del panorama banchista della Riviera di Ponente. Il Vermentino della Riviera di Ponente è, nella gran parte dei casi e salvo alcune eccezioni, un vino immediato, esile, allegro, spensierato, sapido. Fa pensare a un aperitivo sulla riva del mare. Tra i più interessanti meritano una segnalazione i Vermentini di Ramoino e Torre Pernice. ll Pigato è senza dubbio il pezzo forte della Riviera ligure di Ponente. Giallo paglierino, profumi di ginestra, pesca, erbe aromatiche, resina, un sorso acido e salino fondato su una buona struttura per un bell’equilibrio. Non mancano interessanti proposte in ambito rossista: dal Rossese di Dolceacqua all’Ormeasco di Pornassio alla Granaccia delle Colline savonesi (da non perdere la Granaccia di Innocenzo Turco).

Gli eventi e i protagonisti

Da segnalare, nel cuore di Ortovero, nel verde della Valle Arroscia, la sede savonese dell’Enoteca Regionale di Liguria, dove l’associazione organizza eventi, congressi e degustazioni. Da qui si può partire alla scoperta di tante piccole realtà produttive. Per esempio, quella guidata da Giulia Dell'Erba, giovane laureata in Architettura del paesaggio, che con l’aiuto di mamma Nanda e papà Rinaldo è impegnata nello sviluppo dell’azienda agricola Dell’Erba a Ortovero. Tre ettari con vigne dai 25 agli 80 anni. Il Vermentino Soffio di Ponente è proprio un soffio di vento iodato e salmastro, esile, sapido e allegro. Il Pigato Mareggio offre la percezione dell’onda, con maggiore struttura, complessità e acidità. Davvero appagante.

Un passaggio da Franco e Alice Lombardi, padre e figlia, con la loro bella azienda che sorge a Terzorio, in una terra tradizionalmente dedicata alla floricoltura. Siamo tra la Riviera dei fiori e il regno delle celebri olive taggiasche: da 25 anni la famiglia Lombardi lavora per restituire pregio alla bellezza del paesaggio e alla viticoltura locale che ha una lunga tradizione. Tre ettari e mezzo che producono circa 30 mila bottiglie: l’80% sono vini bianchi. Le etichette sono disegnate ad acquerello dallo stesso Franco.

A Bastia di Albenga c’è l’azienda Biovio, condotta dalle tre sorelle Caterina, Camilla e Carolina con la supervisione di papà Aimone e mamma Chiara. Caterina è la sorella che si occupa del vino e alleva le vigne in regime biologico. L’azienda è pioniera dell’enoturismo con camere accoglienti e un ristorante di ottima qualità. Protagonista è il Pigato, in varie interessanti versioni.

Proseguendo il percorso è necessaria una visita da Marco Foresti, una persona magnetica. Sobrio, trasparente e generoso come il suo Rossese di Dolceacqua, primo vino della Liguria a ottenere la Doc. L’azienda nasce nel 1979 e ha sede a Camporosso, primo paese della Val Nervia a cavallo tra il confine francese di Ventimiglia e la ridente cittadina di Bordighera. Produce i vini Doc del Ponente Ligure da 7 ettari dislocati in luoghi diversi del territorio. Una nota di merito particolare per il Vermentino, tipico vino di mare, sapido e godibile, che qui offre anche un discreto corpo. Ma Foresti vanta soprattutto una leadership nella produzione del Rossese. Il Rossese ha un colore rosso rubino (tendente al granato con l’invecchiamento), odore vinoso intenso ma delicato, con sentori di rosa, viola e ribes, in bocca è succoso e delicato, appena abboccato all’inizio, più o meno aromatico, con un piacevole e lieve finale amarognolo. Assai versatile nell’abbinamento: minestre asciutte, paste ripiene, arrosti, selvaggina, coniglio. Servito più fresco va benissimo con i piatti di pesce della zona, dalle acciughe ripiene allo stoccafisso alle olive, e con creme e vellutate di legumi.

Il Pigato, protagonista della Liguria di Ponente. I nostri assaggi

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 - Enrico Dario

Bel naso aromatico, frutta gialla, citrico, acidità piacevole

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 Collezione Di Una volta - ‘A Maccia

In acciaio e in purezza, sa di cereali e di lievito

Riviera Ligure di Ponente Pigato Saleasco Doc 2021 - Calleri Marcello

Erbaceo, aromatico, acidità spiccata, frutta gialla, molto salino chiede un altro sorso

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 - Podere Grecale

Naso floreale, erbaceo, acidità pulita, bello salino, esuberante

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 Cascina Feipu dei Massaretti

Prefermentazione sulle bucce, odori di resina di pino, molto secco, nota amara finale

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 Azienda agricola Bruna

Vigne su terreno ferroso, profumi di fiori ed erbe, più sapido che acido, tanto gustoso

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 Bon in da Bon - BioVio

Ricco, sapido, fruttato e di profonda matrice minerale

Riviera Ligure di Ponente Pigato Doc 2021 Rocca Madre - Vecchia Cantina

Un vino tanto balsamico, profumi di salvia e origano e una nota di chinotto

Vittorio Ferladi Vittorio Ferla   
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