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Dagli antichi greci al Meridione: alla scoperta dell'Aglianico, tipetto di carattere che vuole il suo tempo

Le antiche uve mediterranee diffuse nel Sud anche per volere degli Aragonesi, restituiscono un vino intenso, rubino, con una storia ancora in parte misteriosa

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L'Aglianico è uno dei più ricercati vitigni e vini autoctoni
L'Aglianico è uno dei più ricercati vitigni e vini autoctoni

Se vuoi un sapore ricco, acidulo, giustamente tannico e scortato da un profumo affinato in botte a raccontarti un territorio, in un calice di Aglianico hai tutto questo. Rosso corposo, è uno dei vini che "fotografano" alla perfezione una parte importante della Campania e della Basilicata. Tipetto di carattere, l'Aglianico, perché si equilibri a dovere e senta la barrique che ne esalti tutte le sfumature, ha bisogno del suo tempo: e quel tempo non è mai inferiore ai 3 anni e dà i migliori frutti se gli anni sono 10 o più. Va da sé che parliamo di un vino che si abbina a cibi altrettanto forti e corposi, come la selvaggina, le carni rosse, i formaggi stagionati. Storia antica, quella dell'aglianico, le cui origini sono tuttora dibattute. 

Un dono dei greci e il lascito degli aragonesi

Non c'è ancora un parere univoco su quale sia la provenienza dell'Aglianico. Un filone di studi che tenta di farne il ritratto storico, ne individua la prima coltivazione nell'area mediterranea da parte dei greci, e lo stesso nome Aglianico deriverebbe da una volgarizzazione italiana di Hellenico. Ad estenderne la coltivazione nelle zone del Sud di cui è ancora oggi il vanto e quasi il sinonimo (vedi il Vulture lucano) sarebbero poi stati gli Aragonesi. Un altro filone di studi apparenta l'Aglianico al Pinot

Una vigna coltivata ad Aglianico

Il vino che nasce dal terreno vulcanico

Come vitigno, l'Aglianico prospera su terreni argillosi e calcarei di origine vulcanica. Quel tufo ha la capacità di assorbire l'acqua d'inverno e poi di lasciarla gradualmente fitrare nei mesi estivi. Cos'è il Vulture stesso se non un vulcano spento a Nord di Potenza? L'uva di Aglianico patisce l'eccesso di freddo così come la siccità. Riparato e curato a dovere su terreno collinare, restituisce un vino rosso rubino e corposo, con note riconducibili ai frutti rossi e note speziate che restano a profumare il palato in modo persistente. E' uno dei vitigni, e produce fra i vini, fra i più ricercati quando si cerchino sapori autoctoni del nostro Paese. E in particolare, come già scritto, di Campania e Basilicata. 

Dalla terra al nostro calice
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