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Anche Roma ha la sua Doc: un territorio antico che guarda al futuro con grande entusiasmo

Il Lazio è terra di antica vinificazione che finalmente ha trovato il modo di puntare sulla qualità valorizzando tutto il territorio. Le tappe e degustazioni

Francesco Saverio Russodi Francesco Saverio Russo   
Alcuni dei vini della nuova 'Doc Roma' (foto F.S.R.)
Alcuni dei vini della nuova "Doc Roma" (foto F.S.R.)

Nonostante sia stato storicamente il cuore della viticoltura italiana e uno dei territori più favorevoli in termini pedoclimatici, di fertilità dei suoli, diversità altimetrica e di esposizioni, il Lazio spesso rischia di essere considerato poco attraente sia per gli appassionati di vino che per gli esperti del settore a causa di un passato più orientato alla quantità che alla qualità. Tuttavia, è proprio qui che un gruppo di virtuose e lungimiranti realtà vitivinicole ha deciso di richiamare alla memoria i fasti enoici dell'antica Roma attraverso un'iniziativa di quelle che “come mai nessuno ci ha pensato prima?!?”. Sto parlando della creazione della Doc Roma, una denominazione d'origine che va ben oltre una mera trovata commerciale, poiché abbraccia valori legati al territorio di sicuro interesse.

L'esaltazione delle qualità del territorio

La Doc Roma si estende su un'area caratterizzata da una grande varietà di territori. Le colline e i monti che circondano la città di Roma offrono diversi tipi di suoli e microclimi, che conferiscono originalità e peculiarità ai vini prodotti. Questa vasta area geografica si trova nella parte centrale della regione e comprende i territori costieri, la Sabina romana, i Colli Albani, i Colli Prenestini e parte della campagna romana nella provincia di Roma.

La Storia che senti quando la degusti

La formazione dell'area destinata alla produzione dei vini Doc Roma risale al periodo Quaternario (o Neozoico) e si divide in due unità geologiche: le zone pianeggianti della valle del Tevere e dell'Aniene, dove si trovano sedimenti marini costituiti da un substrato di sedimenti alluvionali, e l'area interna, che è stata plasmata dalle eruzioni del Vulcano laziale alla fine del Pliocene. In quest'ultima zona, i terreni sono composti da diversi tipi di tufo sovrapposti a ceneri e lapilli depositati in strati di notevole spessore e cementati in misura diversa. In generale, si tratta di suoli molto drenanti e particolarmente adatti alla coltivazione della vite.

Luce, vento e le sfumature di sapore nel calice

L'altitudine dei terreni vitati varia dal livello del mare a ca. 600 metri slm, con diverse pendenze e un'esposizione prevalente verso ovest, sudovest e sud. Questi elementi, pendenza ed esposizione, sono fondamentali per un clima ventilato e luminoso, che garantisce uno sviluppo sano e ricco delle uve che contribuiscono alla produzione dei vini DOC Roma. Il clima è di tipo temperato-mediterraneo, con precipitazioni più abbondanti nelle zone più alte. Le temperature sono più elevate nei mesi di luglio e agosto, mentre scendono da novembre ad aprile, con notevoli escursioni termiche nelle zone collinari. Questi fattori influenzano lo sviluppo degli aromi del vino e rendono l'area destinata alla produzione dei vini DOC Roma altamente idonea alla produzione di vini di alta qualità.

Viaggio fra i vini da non perdere

Nella Doc Roma, i vitigni autoctoni e internazionali si fondono armoniosamente per produrre vini di grande fascino. Tra i vitigni tipici a bacca bianca spicca la Malvasia Puntinata (o del Lazio), ma anche la Malvasia di Candia, il Trebbiano Verde (Verdicchio), il Bellone (Cacchione nel nettunese), il Bombino, il Greco b., il Trebbiano giallo e le internazionali viognier, sauvignon e chardonnay. Mentre tra le varietà a bacca nera, oltre ai tipici Montepulciano, Sangiovese e Cesanese (di Affile e “comune”), i produttori possono contare su una buona disponibilità di Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot e altre varietà internazionali.

I magnifici sette e i quattro eccellenti rossi

Possono fregiarsi, quindi, della denominazione Roma Doc sette tipologie di vino bianco (“bianco”, “Classico bianco”, “Bellone”, “Classico Bellone”, “Malvasia puntinata”, “Classico Malvasia puntinata”, “Romanella spumante”); due tipologie di vino rosato (“rosato”, “Classico rosato”) e quattro tipologie di vino rosso (“rosso”, “Classico rosso”, “rosso Riserva”, “Classico rosso Riserva). La specificazione “classico” è consentita per i vini della zona di origine più antica, ovvero la più vicina al territorio urbano della Capitale, ad esclusione della tipologia Romanella “spumante” e la versione amabile.

Enoturismo: un viaggio fra cultura, natura e sapori

La forza di questo territorio e di questa denominazione, però, non sta solo nel nome, bensì in ciò che rappresenta anche e soprattutto a livello enoturistico. L'enoturismo, infatti, è in grande crescita in tutta la regione e, con particolare riferimento alla zona della Doc Roma, offre ai visitatori un'esperienza unica che combina cultura, storia, paesaggi mozzafiato e degustazioni di vini di alta qualità. Essendo la Doc Roma una denominazione che copre una vasta area geografica situata nella parte centrale della regione del Lazio, che comprende anche la città di Roma e i suoi dintorni, ha accesso a un turismo internazionale con numeri da capogiro.

Gli abbinamenti con i piatti tipici

Le aziende vitivinicole all'interno della zona della DOC Roma accolgono i turisti con entusiasmo e offrono visite guidate delle loro tenute, vigneti e cantine. Molte di esse dispongono di foresterie e osterie, in cui poter abbinare i vini della DOC ai piatti tipici della cucina romana. Ecco quindi che bianchi e rosati sposano primi piatti iconici come la cacio e pepe, la gricia, la carbonara, l'amatriciana e i rossi rendono ancor più succulenti secondi come i saltimbocca alla romana, la coda alla vaccinara, la trippa alla romana e l'abbacchio alla scottadito. Tutti i sommelier sanno che il gioco si fa più difficile quando si deve scegliere un abbinamento con il carciofo ma anche in questo caso la Doc Roma ha un'ottima carta da giocarsi, ovvero l'abbinamento fra Malvasia Puntinata e Carciofo alla Giudia. Provare per credere!

L'enoturismo a Roma Doc offre anche l'occasione di immergersi nella storia millenaria del vino nella regione. Roma vanta una tradizione vinicola antichissima e molte delle cantine della zona ci tengono a rievocare attraverso i propri racconti, le proprie cantine ipogee scavate nel tufo o nella roccia, nonché per mezzo di percorsi multimediali i fasti dell'Antica Roma, come valore aggiunto alla propria produzione vitivinicola.

Un appuntamento imperdibile

Tra le iniziative più interessanti in quanto a valorizzazione del contesto storico/archeologico, paesaggistico, culturale e vitivinicolo cito Vinea Lucens. Un'esperienza immersiva unica nel suo genere, sviluppata in un vigneto lungo l’Appia Antica, a soli 20 minuti dal centro storico di Roma. Al calar del sole, fino ad ottobre inoltrato, Vinea Lucens permetterà agli enoturisti di entrare in un mondo animato da spettacoli di luci, suoni, immagini e sapori. Seguendo le luci tra i filari si potranno scoprire le tradizioni contadine, la via Appia Antica e le leggende dei borghi dell’Agro Romano. Percorso che culminerà con una degustazione guidata da un sommelier.

Sguardo verso il futuro

Importante, in questi termini, è non risultare troppo attaccati al passato, assecondando i tempi odierni con un approccio più contemporaneo alla viticoltura e all'enologia, offrendo il prodotto di una terra antica, carica di storia, con la qualità e le peculiarità che si richiedono a un vino dei nostri tempi, in cui tecnica e sensibilità interpretativa si coniugano al rispetto e alla visione prospettica per portare nel calice l'identità più nitida di un territorio che può dare tanto. Roma ha la sua denominazione conscia del peso della storia e consapevole di voler guardare al futuro con rinnovata attitudine all'eccellenza sia in termini produttivi che enoturistici.

Francesco Saverio Russodi Francesco Saverio Russo   
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