Spumante e prosecco: ecco i dieci migliori che non devono mancarti fra Natale e Capodanno

Breve guida al metodo di produzione e alle differenze di gusto e sfumature. Per prendere solo il meglio, alla larga dalle facili offerte commerciali

Su i calici per lasciarsi alle spalle pandemia e problemi (Foto Shutterstock)
Su i calici per lasciarsi alle spalle pandemia e problemi (Foto Shutterstock)

Le feste natalizie si avvicinano e con esse anche i molteplici brindisi che ci auguriamo tutti di poter fare e condividere con i nostri cari. Se c'è una tipologia di vino che simboleggia l'idea della festa quella è lo spumante. Sia esso metodo classico o metodo Martinotti/Charmat, sia esso dry o brut, dosato o a “pàs dosé”, lo spumante non potrà mancare sulle vostre tavole di Natale, Capodanno e non solo.

Differenti "famiglie"

Prima di consigliarvi alcune bollicine italiane che, spero, allieteranno le vostre festività, riepiloghiamo le differenze produttive sostanziali fra i vari metodi di spumantizzazione:

Martinotti o Metodo Charmat: innanzitutto questo metodo vanta ben due nomi in quanto ha due padri putativi, ovvero l'astigiano Federico Martinotti, che inventò il metodo, e il francese Eugéne Charmat, che brevettò la vasca di fermentazione che poi divenne l'autoclave. A prescindere dal nome, questo vino nasce da una base ferma che, dopo la prima fermentazione, ne svolgerà una seconda in autoclavi di acciaio, a temperatura e pressione controllate, con l'aggiunta di lieviti e zucchero. Durante questa fase, che può durare da un mese a molti mesi, i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol e anidride carbonica, permettendo la presa di spuma.

Metodo Classico o Metodo Champenoise: si differenzia dal Metodo Martinotti principalmente perché effettua la seconda fermentazione, e quindi la spumantizzazione, direttamente in bottiglia. La base degli spumanti può essere costituita da un unico vino o da una cuvée, cioè un “blend” di diverse masse e/o di masse di annate diverse (per i non millesimati), che viene imbottigliata con l'aggiunta di una selezione di zuccheri e lieviti (tirage). Come detto poc'anzi, la seconda fermentazione avverrà direttamente nelle bottiglie coricate orizzontalmente per una durata variabile che può andare dai 18 mesi agli oltre 120 mesi sui lieviti. Successivamente avverrà il remuage, ovvero la rotazione di 1/8 di ogni bottiglia precedentemente messa sulle pupitre, leggermente inclinata, con il tappo verso il basso per far depositare nel collo i residui della fermentazione. Seguirà il degorgement, ovvero la sboccatura, durante la quale il collo della bottiglia verticale verrà congelato con appositi macchinari, per permettere alle fecce ghiacciate di essere eliminate. In ultimo avverrà il dosaggio per il quale verrà utilizzata una liqueur d'expedition a discrezione del produttore, solitamente composta di vino e zucchero o, nel caso del “dosaggio zero”, solo dal medesimo vino che andrà a ricolmare la bottiglia.

L'oro che brilla nel calice, e al palato (Foto Shutterstock)

"Metodologia Ancestrale" 

Questi sono i due principali metodi di spumantizzazione ma negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede la tipologia Metodo Ancestrale (anche detto metodo rurale o colfondo) che prevede una pressatura soffice, alla quale segue un avvio di fermentazione solitamente in vasche di acciaio a temperatura controllata, per poi essere bloccata al livello di zuccheri residui atto a garantire la ripresa della fermentazione dopo l'imbottigliamento, che solitamente avviene senza l'aggiunta di ulteriori zuccheri o lieviti. Solitamente escono molto presto sul mercato ma se lasciati sostare sui proprio lieviti per parecchi mesi potrete godervi una più importante struttura mannoproteica e maggior complessità per quello che non è altro che l'anticamera del metodo classico, ovvero un metodo classico non sboccato.

Per quanto riguarda il Residuo zuccherino la distinzione è data dai g/l di cui disporrà ogni spumante e quindi avremo:

Pas dosé o Dosaggio zero < 3 g/l

Extra brut ≤ 6 g/l

Brut < 12 g/l

Extra dry tra 12-17 g/l

Dry o Sec tra 17-32 g/l

Demi sec tra 32-50 g/l

Dolce o Doux > 50 g/l

Ora che avete a disposizione le principali informazioni riguardo la produzione e le tipologie di spumante posso condividere con voi i 10 spumanti italiani che vi consiglio di acquistare per i vostri pranzi e le vostre cene di Natale, Capodanno e non solo:

Phermento Vino Frizzante Secco di Lambrusco di Sorbara Dop – dell'azienda Medici Ermete: un rifermentato in bottiglia divertente e piacevole, tutto frutto e brio, che vi stupirà con i vostri primi piatti di Natale.

Wai Metodo Ancestrale di Moscato Provincia di Pavia Igp – della Tenuta Belvedere: un rifermentato da uve Moscato che gioca con i nostri sensi con un piacevole e sorprendente contrasto fra la dolcezza terpenica del naso e la beva tesa e asciutta che chiuse sapida.

ReMaior Prosecco Valdobbiadene Docg – della Az. Agr. Col del Lupo: una delle pochissime interpretazioni di Prosecco Metodo Classico, capace di dare una veste decisamente elegante alla glera.

For Neri Brut Nature (vendemmia 2017 – Sboccatura 2021) Trento Doc - della Soc. Agricola Zanotelli E. & Figli di Cembra: fine, verticale, secco e sapido.

Altalanga Docg (vendemmia 2018 – Sboccatura aprile 2021) Pinot Nero e Chardonnay Brut – dell'Az. Deltetto 1953: un Metodo Classico di grande armonia olfattiva e gustativa, che offre una grande versatilità di servizio. Fresco e salino.

Ousia Metodo Classico vsdq Igt Marche (vendemmia 2016 - 50 mesi sui lieviti) – dell'Az. Vitivinicola Socci: un Verdicchio metodo classico complesso nella sua esposizione varietale identitaria ed elegante. Un vino sfaccettato ed elegante, teso e sapido.

Franciacorta Docg Rosé – della Società Agricola Corte Fusia: un Rosè 100% Pinot Nero armonico, elegante e materico. Un vino capace di coniugare al meglio tessitura tattile e slancio acido. La chiusura ematica da abbrivio all'inerzia di beva.

Per chiudere in dolcezza

Colli Euganei Fior D'arancio Docg Spumante Dolce – dell'azienda Vigne al Colle: un classico delle feste, questo spumante metodo Martinotti dolce è uno di quei rari vini in cui il residuo zuccherino è perfettamente bilanciato dalla percezione di freschezza e mineralità che solo i suoli vulcanici dei Colli Euganei sanno donare al Moscato.

Brachetto d'Acqui DOCG Ca' D' Galet 2020 – dell'azienda La Torre: un Brachetto fine nella gioco di frutto e fiore e nella bollicina, il sorso è fresco e per nulla stucchevole.

L'Astralis Moscato d'Asti Docg 2017 – della cantina Mongioia: una delle massime espressioni del Moscato d'Asti, da vigne centenarie, L'Astralis di distingue per complessità aromatica in cui frutto, fiore, erbe aromatiche e toni balsamici fanno da prefazione a un sorso di grande equilibrio. Un vino tanto raro quanto buono!

Alla salute e che queste feste possano regalarci momenti di gioia e di brio, proprio come faranno questi vini!

L'attimo in cui resta solo il sorriso e il calore delle persone care (Foto Shutterstock)