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Il colpo da oltre 300mila euro in cui è scomparso l'oro rosso della Masi. L'appello: "Segnalateci la refurtiva"

Novemila bottiglie del prestigioso Amarone della Valpolicella prodotto dall'azienda veronese, sparite in modo "chirurgico". E' caccia ai ladri

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Parte della famiglia di imprenditori Masi, che ha subito il furto, e i loro vini pregiati (Montaggio da immagini del sito ufficiale)
Parte della famiglia di imprenditori Masi, che ha subito il furto, e i loro vini pregiati (Montaggio da immagini del sito ufficiale)

Il colpo perfetto, quello in cui l'oro è rosso, liquido e di grande prestigio. Di grande valore, perché il bottino è stimato finora in un valore di oltre 315mila euro. La caccia ai responsabili è aperta, questo l'avviso diffuso da chi quel colpo lo ha subito: "Al fine di evitare turbative di mercato, Masi invita la clientela italiana e internazionale, qualora dovesse riscontrare anomalie distributive nel mercato in relazione al prezzo, quantità o modalità di offerta, a segnalare cortesemente all'azienda i codici dei prodotti sospetti, al fine di poterne definire l'origine". Cittadini, acquirenti, operatori del settore enoico o della ristorazione sono invitati alla massima attenzione, questa è la traduzione in breve. Perché il furto riguarda 9mila bottiglie del prestigioso Amarone della Valpolicella con etichetta Costasera, prodotto nel Veronese dall'azienda Masi.

Un colpo alla Arsenio Lupin

Le modalità del furto colpiscono per la precisione. Dal magazzino di Oppeano, in provincia di Verona, non sono spariti vini a caso. Sono state portate via solo migliaia di bottiglie dell'Amarone Costasera, dal valore di mercato che parte dai 35 euro l'una. Millecinquecento casse da sei bottiglie ciascuna, solo Amarone Classico Docg e soltanto delle annate 2017 e 2018, pronte per essere spedite per la vendite. Nella denuncia dell'azienda si legge che i colpo è "un furto deliberato". 

Il fiore all'occhiello, sparito

Non è un caso infatti che i criminali abbiano preso il vino d'eccellenza dell'azienda vitivinicola, già al centro delle celebrazioni delle 250 vendemmie fatte finora. L'invito dell'azienda a segnalare gli eventuali esemplari sospetti ha lo scopo di tracciare le bottiglie rubate, e provare attraverso la loro localizzazione a capire quale sia stato l'insieme degli spostamenti della refurtiva. Chi ha rubato ha studiato il colpo con ogni attenzione, e colpito in modo chirurgico. 

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