"Bio" da tutte la parti, basta. Come cambiano le cose con la nuova legge, incluso il tabù biodinamico

Frutto di polemiche, confronti e scontri, il provvedimento emanato il 2 marzo precisa e modifica molto lo scenario di quel che mangeremo

Com'è esattamente che un prodotto è viene classificato 'bio'. E da chi? (Shutterstock)
Com'è esattamente che un prodotto è viene classificato "bio". E da chi? (Shutterstock)

Dopo 15 anni di attesa, avevamo quasi perso le speranze e invece, il 2 marzo il Senato ha dato l'ok definitivo alla legge che tutela e promuove l'agricoltura biologica. Si tratta delle Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico (qui il testo completo) che disciplineranno un settore nazionale, il biologico, molto diffuso e avanzato: secondo Coldiretti, gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy, nel 2021, hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore.

Quali sono le novità

Entrando nel merito della legge sul biologico (consultabile qui) diciamo subito che si tratta di una legge-quadro che, dunque, autorizza il Governo a emanare decreti legislativi che modificheranno le disposizioni precedenti, nel rispetto dei principi in essa indicati. In particolare: all’art. 19, la legge invita a ridefinire, entro 18 mesi, il sistema dei controlli che saranno rafforzati per aumentare la trasparenza, evitare frodi e “migliorare le garanzie di terzietà dei soggetti autorizzati al controllo”. Anche le sanzioni previste ne escono rafforzate e possono arrivare fino alla revoca del marchio, per chi ne faccia un uso improprio. E l’istituzione di un marchio biologico italiano, all’art.6, è senza dubbio, la novità più importante di questa legge che affida a un decreto, che sarà emanato entro tre mesi, le condizioni e le modalità di attribuzione.

La produzione biologica: come definirla

Sempre tramite decreto ministeriale - entro 90 giorni - il Ministero adotterà il Piano d’azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici (art.7). Il piano - di durata triennale - sarà aggiornato ogni anno e, tra le funzioni principali, c’è quella di “favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole, agroalimentari e dell’acquacoltura convenzionali, con particolare riguardo ai piccoli produttori agricoli convenzionali” accanto all’altra di “incentivare il consumo dei prodotti biologici attraverso iniziative di informazione, formazione ed educazione, anche ambientale e alimentare, con particolare riferimento alla ristorazione collettiva”. Un altro Piano nazionale, infine, quello “per le sementi biologiche” finalizzato ad aumentare la disponibilità delle sementi stesse per le aziende, e a migliorarne l'aspetto quantitativo e qualitativo, sarà adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

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Chi usa prodotti chimici paga

Quanto ai fondi da utilizzare per finanziare marchio e piani d’azione, saranno scaricati sugli agricoltori convenzionali: all’art.9, infatti, la legge prevede un Fondo per lo sviluppo della produzione biologica finanziato con il 2 per cento del fatturato realizzato l’anno prima dalla vendita di prodotti fitosanitari (pesticidi) e di fertilizzanti, considerati dannosi per l’ambiente. Una parte del Fondo, invine, “è destinato al finanziamento di programmi di ricerca e innovazione”. Confermato dalla legge il tavolo tecnico, già operativo da vari anni, che vede numerosi rappresentanti di enti e associazioni del settore. Le sue funzioni sono di controllo e di indirizzo.

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Distretti biologici biodinamico

Sono poi istituiti all’art.13 distretti biologici per “promuovere la conversione alla produzione biologica” in un’ottica di “integrazione con le altre attività economiche presenti nell'area del distretto stesso”. E il riferimento all’agricoltura biodinamica che fine ha fatto? Dopo le polemiche sollevate dalla cosiddetta equiparazione tra biologico e biodinamico all’interno del Ddl, la nuova legge la cancella menzionando l’agricoltura steineriana, in due occasioni: quando invidua i rappresentanti delle diverse categorie che siederanno al tavolo tecnico (un rappresentante “dell'acquacoltura con metodo biodinamico”) e nel dettagliare il piano nazionale per le sementi biologiche, nelle “varietà adatte all’agricoltura biologica e biodinamica”.