Cibi prodotti apposta per i bambini: dopo i 2 anni è solo un inganno. I rischi e le cose da sapere

Cereali, pappe, merendine, snack per i più giovani di tutti i sessi. Un mercato miliardario. Ma cosa fare quando ciò che dovrebbe far bene in realtà fa male?

Cosa diamo da mangiare ai nostri piccoli e alle nostre bambine? (Foto Shutterstock)
Cosa diamo da mangiare ai nostri piccoli e alle nostre bambine? (Foto Shutterstock)
TiscaliNews

Alimentazione per l'infanzia. Un momento fondamentale non solo per il corretto sviluppo del piccolo o della piccola di casa ma anche perché è da bambini che si cominciano a capire e selezionare i gusti e si formano le basi dell'educazione alimentare. La ricerca e l'industria rovesciano sul mercato centinaia di prodotti dedicati ai più piccoli. E di certo un neonato o un infante non può mangiare allo stesso modo di un adulto. C'è un "ma" grande così e a prendere una posizione netta sul cibo per i piccini è uno studio della Society for Nutrition Education and Behaviour (qui consultabile integralmente) che svela il grande inganno del marketing che arriva sugli scaffali di negozi e supermercati. C'è un momento spartiacque.

Fino ai due anni va bene, poi è inutile o dannoso

Secondo questo studio pediatrico-alimentare, fino ai due anni di età gli alimenti studiati e prodotti apposta per l'infanzia hanno un valore specifico innegabile. Dopo questo periodo di tempo le differenze si annullano e siamo in pieno campo della suggestione costruita da pubblicità e tecniche commerciali. Perfino dannose per lo sviluppo del bambino e il suo divenire adolescente. Lo studio della SNEB giunge alla conclusione che superati i due anni di età non esiste nessun cibo specificamente più salutare per un bambino. Valgono le stesse regole che riguardano gli adulti: alimentazione varia, bilanciata, con pochi zuccheri e grassi, con quantità moderate di carni, e il giusto apporto di formaggi, uova e vegetali. Il resto lo farà la specificità della piccola persona che ogni bambino è, non solo riguardo al gusto (ma il piccolo va educato ad apprezzare una proposta ampia di cibi, non a mangiare sempre le solite cose) ma anche alle caratteristiche fisiche del piccolo o della piccola. Che potrebbe essere interessato/a a intolleranze o allergie. L'allarme dello studio pediatrico-alimentare scatta sui numerosi cibi raffinati e ultra-trasformati presentati come toccasana per l'infanzia e che invece sono paradossalmente molto "artificiali" e pieni di insaporitori e forzature alimentari tutt'altro che sane.

Niente panico ma guai a imbottire i nostri "cuccioli" di invenzioni del marketing (Foto Shutterstock)

Quando comincia il grande inganno e cosa fare

Ancora nello studio della Society for Nutrition Education and Behaviour viene messo in evidenza come questa pratica commerciale di cibi "dedicati", in particolare per l'infanzia, sia nata durante il periodo del Proibizionismo alla vendita degli alcolici. Per recuperare fatturato, l'industria allimentare inventò cereali, merendine, snack, dolci, crocchette di pollo, wurstel e altro presentati come più sani per i bambini e le bambine. Da qui nascono tutta una serie di problemi di obesità, maleducazione alimentare, diabete precoce e sbilanciamento di glicemia e colesterolo. Nel paper alimentare-sanitario si suggerisce la soluzione perfetta per limitare i danni da inganno commerciale: educazione sullo stare a tavola, sulle proprietà dei vari cibi, su una dieta varia e bilanciata e contro l'ossessione dell'aspetto fisico perfetto o il continuo consumo di cibo come rito per farsi accettare socialmente. Aspetti, questi ultimi, che su bambini e adolescenti hanno un impatto enorme