"Crunch effect", così mangerai meno e dimagrirai. Ma ecco perché è pericoloso e fuorviante

Un nuovo studio alimentare di due università sostiene che il suono croccante di alcuni cibi appaga mente e organismo. Ma dentro ci sono molte insidie. Ecco quali

Tante cose 'scrocchiano' in bocca, ma davvero sono salutari? (Foto Shutterstock)
Tante cose "scrocchiano" in bocca, ma davvero sono salutari? (Foto Shutterstock)
TiscaliNews

Sono due i fronti su cui FoodCulture è impegnato da sempre come canale informativo. Sfatare la marea di fake news alimentari su cibi "mortali" o "miracolosi" su cui troppi media hanno costruito un'audience che possiamo definire intossicata. Ed evidenziare quali studi alimentari aggiungono consapevolezza di quel che mangiamo, e quali possono paradossalmente creare un pericoloso effetto boomerang. Ed eccoci al Crunch Effect sulla bocca di tutti in queste ore, dopo la pubblicazione su Science Direct dello studio che ha visto collaborare i team della Brigham Young University e della Colorado State University (qui il documento integrale). Il succo di questa ricerca è che il suono del cibo fa la differenza mentre lo consumiamo, e in particolare quello croccante induce un senso di appagamento che avrebbe l'effetto di farne mangiare di meno. Una sorta di effetto subliminale che porterebbe quindi a dimagire e contrastare l'obesità a suon di scrunch. Niente di più fuorviante, e spieghiamo perché.

I cibi che scatenano un'infiammazione infinita nel corpo: quali sono

I dettagli dello studio

Il crunch effect si basa sull'osservazione di volontari messi di fronte alla scelta di cibi di diverso tipo, fino a far risultare che chi sceglieva quelli croccanti (snack, crackers eccetera) dimezzava le porzioni consumate (2,75 contro le 4) di chi aveva fatto scelte differenti. Perché? La croccantezza riempie di decibel (fino a 63) la masticazione e i sensi di chi mangia, e questa "musica" aiuta a spegnere prima l'appetito. Importante mangiare, quindi, senza suoni di tv, radio o smartphone che ci distraggono. Una ripresa di questi dati da parte della Ball State University comprende un commento sulla serotonina prodotta durante la masticazione di alimenti croccanti, il che abbasserebbe lo stress, l'ansia e dunque la fame nervosa. Tutto bene dunque? Non proprio.

Pausa di lavoro. Direste che questo "crunch" è salutare? (Shutterstock)

Non basta fare "scrunch"

In questo approfondimento, e in altri, qui su FoodCulture abbiamo dimostrato come molto del cosiddetto junk food, il cibo spazzatura prediletto in merende, pause veloci da studio e lavoro o durante lo svago di fronte alla tv o allo smartphone, è proprio quello croccante. Non c'è crunch effect che tenga se mando giù dolci, snack, cereali zuccherati e caramellati, spuntini salati. Molti dei quali sono responsabili, come dimostrato da altri studi, di forme di degrado cerebrale. La mente, in poche parole, si ammala.

Frutta secca, caramellata, fritta. Salutare fino a quanto (Shutterstock)

Il colesterolo e la glicemia schizzano alle stelle. E gli insaporitori industriali provocano una forte richiesta di questi cibi che finisce (vedi l'approfondimento) per produrre quella che il corpo considera un'infiammazione infinita, il che porta alla risposta immunitaria che mina tutto l'organismo. Poi certo ci sono cibi croccanti salutari, vedi la frutta secca che può essere usata (in quantità controllata) per ridurre l'appetito a mezza mattinata o a metà serata. Alcuni tipi di frutta fresca, pure. Ma qui parliamo di educazione alimentare, di sper scegliere, non di illudere su quanto sia miracoloso un alimento che produca il crunch quando lo si addenta. 

Croccante, dolce o salato: ma fa ammalare il cervello. Leggi l'approfondimento