Foie gras artificiale contro la crudeltà sulle oche: la nuova frontiera del cibo nato in laboratorio

Animali sovra-alimentati forzatamente, anche con l'amputazione del becco, per ottenere il prezioso paté. Questo orrore potrebbe finire. L'esperimento

L'alimentazione forzata delle oche per ottenere il foie gras: sempre al centro di proteste e polemiche
L'alimentazione forzata delle oche per ottenere il foie gras: sempre al centro di proteste e polemiche
TiscaliNews

Alla carne sintetica, prodotta in laboratorio ad emulare quella bovina, suina e da pollame ora proveniente in massima parte da allevamenti intensivi, abbiamo dedicato questo speciale di FoodCulture. E se molti inorridiscono al pensiero che Bill Gates e altri nomi di grande potere economico siano i principali finanziatori di questa nuova tendenza, e sudano freddo all'idea di un futuro in cui avremo nel piatto e dentro l'hamburger emulazioni della carne, altri sottolineano che sarà inevitabile proprio per fermare la crudeltà sugli animali e il surriscaldamento globale. In questa tendenza si inserisce l'esperimento della fabbricazione di uno dei cibi gourmet più richiesti al mondo, e ritenuto frutto di autentiche torture contro le oche da cui si ricava: il foie gras (vedi qui l'approfondimento del New York Times in merito). 

Alimentazione forzata, tubi nel becco tagliato,  la "future meat"

Il paté di foie gras è una delizia da alta cucina che muove un mercato multimilionario. Ma è anche oggetto di critiche sempre più severe per come lo si produce. Di fatto si forzano all'iperalimentazione le oche, il cui fegato si "ammala" ingrassando, con tubi inseriti a forza nel becco, e per rendere l'operazione ancora più semplice, esistono casi documentati in cui all'animale viene amputato lo stesso becco. Gli animalisti protestano da anni con forza contro queste pratiche aberranti. Ma sono in corso tentativi di ottenere il prezioso paté dalla moltiplicazione staminale di cellule prelevate da un'anatra, in particolare da un suo uovo fecondato. A farsi carico dell'impresa è la startup del cibo Gourmey, che promette di ricavarne un paté dal gusto identico al foie gras naturale, gradevole e perfetto per il mercato.

Anatra e non oca? Prima "bestemmia" per i puristi

La prima domanda che critici, chef e puristi dell'alta cucina si fanno è: perchè usare un uovo di anatra e non quello di oca? La Gourmey, con sede a Parigi, risponde che non c'è differenza dal momento che in laboratoio è possibile coltivare le staminali e poi, regolando i nutrienti delle stesse, ottenere prodotti diversificati con caratteristiche molto simili a quelli da allevamento. Di fatto vengono raccolte cellule epatiche, muscolari e adipose le cui particolarità vengono esaltate a seconda della produzione che si perfeziona. Nicolas Morin-Forest, fondatore e amministratore dellegato dell'azienda francese, rilancia: "Il foie gras è solo la prima applicazione del nostro attuale know-how. Con le stesse cellule, possiamo creare qualsiasi tipo di prodotto a base di carne di pollame". Già attiva nello stesso mercato e sugli stessi prodotti di fascia alta è la rivale tedesca Waitrose. Che ha presentato il suo Foie Royale ottenuto da una lavorazione ancora diversa: col prelievo di fegato di anatre e oche combinato poi con cellule adipose, in modo da ricreare il gusto e la consistenza cremosa del ricercatissimo paté. Ma è negli Usa che il cibo del futuro, tutto concepito in laboratorio, è al centro di investimenti ed esperimenti molto più ampi. Un'autentica "guerra" a dominare il mercato, pari alla corsa ai viaggi spaziali gestiti da privati, prima attorno alla Terra poi fino a Marte. Vedi qui