Il sindaco: "Ora denunciamo tutti". Gubbio, Le Iene e la verità sul pranzo "intossicato"

Quanto c'è di vero nella "scarica dei 101" diventata un caso alimentare nazionale? E quanto di goliardico e diffamatorio? Vediamo in dettaglio

A sinistra, la persona soccorsa e 'macchiata' dopo l'incidente stradale a Gubbio. A destra, il sindaco, sentito da Le Iene (foto da social e fotogramma dal servizio tv)
A sinistra, la persona soccorsa e "macchiata" dopo l'incidente stradale a Gubbio. A destra, il sindaco, sentito da Le Iene (foto da social e fotogramma dal servizio tv)
TiscaliNews

Arriva quindi la parola "fine" sulla storia della "scarica dei 101" invitati al pranzo di pesce nel ristorante Federico da Montefeltro di Gubbio all'inizio di ottobre? Non proprio, se dobbiamo credere alle parole del sindaco della cittadina umbra che, intervistato da Le Iene, ha rivelato tutta la sua esasperazione. "Ora denunciamo tutti - ha detto Filippo Maria Stirati - la goliardia ha un limite, faremo tutto quello che è necessario per tutelare l'immagine della città". Abbiamo già scritto qui con dovizia di particolari del caso del pranzo di pesce "intossicato" in Umbria e di come a forza di vocali goliardici su Whatsapp, foto esagerate, post e meme social l'accaduto risalente al 2 ottobre fosse diventato un caso nazionale. Una sorta di apocalisse alimentare. E avevamo dato parola al titolare del ristorante, che annunciava possibili querele e si preparava a ricevere l'inviato de Le Iene per capire come fossero andate le cose.

La verità sta nel mezzo

Sentito da Le Iene, Massimo Casoli, titolare del ristorante Federico da Montefeltro di Gubbio ha raccontato: "Abbiamo prestato il ristorante a questa associazione di pesca sportiva, abbiamo cucinato alcune cose e altre sono state portate da fuori e questo è stato l'inghippo. Su 100 persone, 20-30 hanno avuto questi problemi di dissenteria". Ma niente persone barcollanti che la facevano nei corridoi del ristorante perché i due bagni interni erano già occupati, niente avventori scappati per strada a farla per strada e niente incidente stradale dovuto a un cliente che scappava verso casa e che perdendo il controllo della macchina sarebbe finito contro tre auto (ma in alcuni vocali si parla del fatto che fosse ubriaco). La persona soccorsa, mostrata stesa per terra con vistose macchie sui pantaloni, pare sia sia appoggiata contro una fontana, bagnandosi, mentre arrivavano i soccorsi. Confermato invece l'intervento del 118 per due clienti, "dopo un abbassamento della pressione". La Asl, come già scritto qui, non ha confermato una coda di presunti soccorsi per intossicazione alimentare. Però la trentina di casi di dissenteria successivi al pasto a base di pesce sono stati confermati dallo stesso titolare del ristorante.

Il pesce crudo (a cominciare da tonno e salmone serviti come sushi e tartare) va abbattuto prima di essere servito (Shutterstock)

La domanda a cui dare risposta

Riassumendo, e mentre chi si è messo a fare lo spiritoso via chat e social dovrà prepararsi a prendersi le responsabilità civili e penali di ciò che ha fatto (la diffamazione è un reato grave): nessuna "scarica dei 101" ma qualche decina di persone che dopo aver mangiato pescato di giornata hanno avuto dissenteria e nausea. Da qui la domanda a cui dare risposta: il pesce pescato è stato dovutamente "abbattuto"? La legge impone che il pesce crudo (sushi, tartare di tonno e altro pescato ecc...) prima di essere servito a tavola sia abbattuto quanto a carica batterica, a una temperatura di -25 gradi per almeno 24 ore. Questo annulla la carica in particolare dell'Anisakis, il batterio responsabile della sindrome sgombroide di cui abbiamo scritto qui

Sindrome sgombroide da pesce crudo: il pericolo in sushi, sashimi e altro. Approfondimento