Mangi "stellato" con 9 euro ma se bruci la prenotazione ne perdi 200: le nuove strategie anti crisi al ristorante

In tempi di crisi da pandemia virale e con i prezzi di carburanti, energia e alimentari alle stelle, chef e proprietari giocano carte speciali. Vediamole

Lo chef Christian Bau, e uno dei piatti gourmet nel menu a 9 euro (Montaggio di immagini dalle pagine ufficiali Facebook)
Lo chef Christian Bau, e uno dei piatti gourmet nel menu a 9 euro (Montaggio di immagini dalle pagine ufficiali Facebook)
TiscaliNews

Chef stellato uguale delizia inarrivabile ma anche prova impegnativa per il portafoglio. Al binomio è quasi impossibile scampare e in tempi di crisi post pandemia e in cui crescono i prezzi di molti generi di prima necessità (vedi qui il caso olio di girasole e qui lo speciale sulle farine) prima di spendere qualche centone a testa per un pasto "griffato" ci si pensa più di due volte. In una situazione del genere stanno facendo molto discutere due iniziative prese da altrettanti locali "stellati" Michelin per invogliare i clienti a mangiare da loro. Con modalità totalmente opposte. 

Cibo top con soli 9 euro: dov'è possibile

La prima cosa da sottolineare è che esiste una lista di locali segnalati dalla prestigiosa Guida Michelin che si distinguono per la loro economicità. Non è sempre necessario quindi rassegnarsi a pagare a peso d'oro il godimento del cibo. Di questa lista FoodCulture si occuperà a breve. Ripartiamo dal ristorante stellato più economico al mondo. Basta l'equivalente di 9 euro per un pasto completo di alta qualità e gusto fine. A portare avanti questa politica è l'Hill Street Tai Kwa Noodle, per arrivarci dovrete volare fino a Singapore. Dove Tang Joon Teo propone reinvenzioni spettacolari dei noodles, gli spaghetti orientali conditi con variazioni di carne, pesce e verdure speziate. Una formula che sta avendo grande successo, tanto che i suoi locali che seguono la stessa politica si stanno moltiplicando in diverse località. Spendi poco, mangi da dio, ritorni di sicuro

Se prenoti e non vieni, via 200 euro dalla carta di credito

Di tutt'altro segno è l'iniziativa del Victor's Fine Dining, chef e ristorante stellati dal 2005 che fanno pagare quello che sceglie il cliente oppure offrono il percorso di degustazioni guidate con firma d'autore. Dal 2020, anno dello scoppio della pandemia di Covid-19 è stata introdotta una novità molto discussa: al momento della prenotazione dalla carta di credito del cliente vengono prelevati 200 euro, e se quella prenotazione viene "bruciata" la caparra resta al ristorante. Un po' come avviene per le auto a noleggio in caso di danni. Inventore di Victor's Fine Dining è Christian Bau, considerato fra gli imprenditori più dinamici e innovativi della ristorazione, autore di una riuscita fusion fra i sapori della cucina francese e quelli della gastronomia giapponese. Ma la crisi non risparmia nessuno, e non ci si può permettere ulteriori danni.