Chef Colonna contro Nobel Parisi sulla pasta cotta a fuoco spento per risparmiare. Una polemica assurda

Tiene banco il botta e risposta sulla cottura del piatto nazionale per scampare agli effetti della guerra e dell'inflazione impazzita. Questione di priorità

Il Nobel Parisi e lo chef Colonna, al centro la pasta, pomo della discordia (montaggio da foto Ansa e Facebook)
Il Nobel Parisi e lo chef Colonna, al centro la pasta, pomo della discordia (montaggio da foto Ansa e Facebook)
di Cristiano Sanna Martini

Nel mondo dei social, della orizontalizzazione dei rapporti fra pubblico e celebrità (di cui vediamo anche cispa negli occhi, mutande pendule, interni di casa, volti senza trucco) vale tutto. E torna di moda la tuttologia. Male è andata ai virologi con l'abbassarsi dei coefficienti di contagio da Covid-19, scavalcato dalla guerra in Ucraina (ma con l'autunno c'è speranza di tornare tutti in tv). Peggio sta andando al Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, che più o meno nei giorni in cui l'infettivologo Matteo Bassetti compariva sul red carpet alla Mostra di Venezia per ricevere il premio Diva e Donna (sic!) postava su Facebook la sua soluzione per risparmiare in tempo di guerra e di prezzo del gas impazzito, senza rinunciare al piacere della pasta. Di là bombardano e muoiono, intere città sono tizzoni arsi e anneriti, chiudono le condotte di Nord Stream 1 e questo fa impazzire il prezzo del gas, crollare la Borsa di Milano e mette il turbo all'inflazione, qui si litiga sulla cottura della pasta. Talmente surreale da raccontare perfettamente il nostro tempo e senso della realtà. Ripartiamo dal casus belli.

"La pasta cotta a fuoco spento sembra gomma"

Che può fare uno stimato fisico e un Nobel per gli studi sulla sua materia per dare un contributo in cucina quando fare la spesa e comprare una bombola, o pagare la bolletta del gas, sta diventando un dramma collettivo? Provare a suggerire come cuocere in modo più risparmioso il piatto nazionale. E dunque: "La cosa più importante è tenere il coperchio sempre. Il calore si perde moltissimo per evaporazione - scrive Parisi via social - Dopo che bolle la pasta io metto il gas al minimo, in maniera che bolla bassissimo senza consumare gas. Si può anche provare a spegnere. Ovviamente in questo modo si consuma ancora di meno e penso (penso? ndr) che la pasta si cuocia lo stesso". Poi la chiusa, perentoria: "Il coperchio è fondamentale". Va così in questo fine estate in cui tutti i politici in campagna elettorale sembrano ignorare la tempesta inflattiva perfetta che ci attende in autunno, mentre gli ispettori Aiea, fucili russi puntati addosso, cercano di impedire che salti tutto nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, già danneggiata dai bombardamenti "sono-stati-gli-ucraini-no-sono-stati-i-russi". Qui si litiga sulle bolle d'acqua calda attorno alla pasta, dato che lo chef Antonello Colonna si è messo a bocciare pubblicamente la soluzione di cucina promossa da Parisi: "La pasta cotta così diventa gommosa. Me lo ricordo bene quando a casa dei miei genitori la bombola del gas si spegneva proprio mentre gli spaghetti erano in cottura. E quando accadeva erano guai, perché la consistenza del prodotto era ormai compromessa".

Nel brodo della realtà

Insomma, la pasta alla Parisi è cattiva al gusto, il gas lo consuma lo stesso. Per Colonna bisogna tornare al fuoco, alla brace: "Io nel mio ristorante l'ho rimessa davvero quando sono arrivate le prime bollette, e ho eliminato tutti i piatti a cottura a bassa temperatura visto che significa tenere il forno acceso per tante ore". Avanti con le griglie allora, per la pasta si troverà una strategia. Ma prima, ci viene da pensare, bisognerà trovarne di molto più urgenti per evitare che intere categorie di servizi, e intere industrie, chiudano per via dei costi energetici impossibili da sostenere. Ogni padre e madre di famiglia dovranno essere molto creativi per chiudere una spesa alimentare decente senza distruggersi quel po' dei conti di famiglia sopravvissuti al salasso di questo periodo. Tutto questo mentre, Colonna dixit: "Qualche grado in meno di riscaldamento? Ma che è? Conosco Vip che vivono in casa loro con 26 gradi fissi". Le agenzie di rating scommettono sul crollo economico dell'Eurozona per via delle sanzioni ai russi, gli economisti parlano di mesi durissimi e complicati a venire, ma qui litighiamo sulla cottura della pasta. Uno chef e un Nobel fanno a duello su questo. Va così. 

 

di Cristiano Sanna Martini
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