"Siamo allo sconquasso": l'allarme sul cibo di Petrini e perché i costi continuano ad esplodere

La tendenza all'aumento dei prezzi non si arresta e raggiungerà nuovi picchi fra l'autunno e l'inverno. Colpa della speculazione? Non solo. Vediamo in dettaglio

Il costo della spesa cresce di continuo (Sutterstock) e l'allarme lanciato da 'Carlìn' Petrini (Ansa)
Il costo della spesa cresce di continuo (Sutterstock) e l'allarme lanciato da "Carlìn" Petrini (Ansa)
TiscaliNews

"Un sistema alimentare che non funziona è responsabile di questo sconquasso". Lo dice chiaramente Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, nel presentare Terra Madre Salone del Gusto 2022 (22-26 settembre) che, nelle sue parole, sarà anche un' occasione importante per affrontare il tema dell'energia. "Tutto il mondo - ha sottolineato Petrini - è concentrato sulla crisi energetica, ma il primo elemento di produzione dell'energia vitale è il cibo perché l'energia che occorre a noi viventi è dal cibo.

I limiti del sistema di produzione e del mercato

Ancora il fondatore di Slow Food sottolinea che " anche dal punto di vista dello sconquasso ambientale che ci sta creando molte sofferenze e in prospettiva sarà ben più grave di pandemia e guerra: in buona parte è determinato da un sistema alimentare che non funziona. Ecco perché l'appuntamento di Torino è importante: servirà anche per pensare nuove pratiche". E rieccoci al punto. Perché i prezzi degli alimentari e delle materie prime con le quali sono prodotti stanno esplodendo? Colpa della speculazione, è la prima risposta. E questa è una parte importante dela spiegazione, ma non la esaurisce. Andiamo più a fondo.

Chi stabilisce i prezzi di ciò che mangiamo

Su FoodCulture abbiamo già parlato dell'impennata del prezzo dell'olio di girasole, primo a schizzare verso l'alto con lo scoppio della guerra in Ucraina. Poi abbiamo esteso l'analisi agli altri rincari e infine abbiamo indicato i 10 padroni del cibo che decidono quanto e come ne vada prodotto, a che prezzi vada venduto e verso quali mercati. Basta così? No, e lo sottolineano gli studi di Altroconsumo che, mentre chiede all'Antitrust di aprire un'indagine per capire chi e quanto stia speculando sul prezzo delle derrate alimentari, va alla ricerca delle altre cause con un'analisi di mercato affidata all'esperto Alessandro Rivolta. Si parte da questi dati: negli ultimi mesi l'olio di girasole è aumentato dell'85%, quello delle farine del 24%, quello degli altri oli del 13%, lo zucchero del 9%, la frutta fino al 25% e molti ortaggi fino al 32%. Il fatto è che a causa della pandemia, che ha rallentato o bloccato a più riprese la produzione dei beni, e poi della guerra, l'inflazione è in piena crescita in zona Osce (leggi: Occidente) per cui l'indice dei prezzi alimentari (fissato in importanti Borse come quella di Chicago) è salito a quota 11,5%.

Cosa c'è dietro e attorno agli speculatori: questo va capito

Sono in molti andicare le sanzioni imposte alla Russia come un possibile effetto boomerang anche sui Paesi che le hanno ideate, che andrà ad aumentare fra l'autunno e l'inverno prossimi. E in molti altri (ma questo lo vedremo in un approfondimento a parte) a esprimere dubbi allarmati sul land grabbing e il monopolio dei semi da parte di colossi come Monsanto e Bayer, che vorrebbero chiudere le modalità di produzione in un sistema geneticamente controllato per evitare scarsità del bene primario. Questo però impone un uso intensivo dl suolo, che va a consumarsi e impoverirsi. E ciò che scarseggia poi costa di più, come è evidente una volta che andiamo al supermercato e poi mettiamo il piatto sulla nostra tavola