Un cetriolo nel carrello: la spesa che gli italiani non riescono più a fare. Il rapporto shock

Il dossier Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre mette assieme gli studi di Coldiretti e Censis. Ne esce un ritratto allarmante: ecco tutti i dati

Un gran cetriolo nel carrello vuoto: la spiritosa (ma non troppo) sintesi grafica di Dagospia
Un gran cetriolo nel carrello vuoto: la spiritosa (ma non troppo) sintesi grafica di Dagospia
TiscaliNews

Il cetriolo è un ortaggio molto amato e utilizzato, specie in quelle zone in cui clima e terreni non permettono una grande varietà a tavola. Simbolo di resistenza alimentare, dunque. Ma simbolo anche di ben altro. Ed è su questo secondo simbolo che l'attenzione si concentra quando si guarda con attenzione il dossier sulla spesa negata agli italiani, compilato da Coldiretti e Censis. Che proietta ombre lunghissime sulle settimane da qui a fine anno, feste comandate incluse. Il rapporto Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre (consultabile in versione integrale qui) è una fotografia dettagliata e impietosa di come si stia svuotando il carrello della spesa di un Paese in cui il 52% degli abitanti ha tagliato il cibo in quantità e qualità. Cosa che tende a peggiorare il divario fra ricchi e poveri, e ad accentuare l'allarme sociale. Che a tavola si sente in modo molto realistico.

Conti alla mano, il carrello della spesa si svuota (Shutterstock)

Qualuno faccia qualcosa

Il rapporto di Coldiretti e Censis è stato presentato in apertura del XX Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Villa Miani a Roma, con la presenza del presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, del Direttore Generale Censis Massimiliano Valerii e del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. E le cifre sono drammatiche non nei toni ma proprio nella sostanza. C'è una spesa che gli italiani non fanno più, che non riescono a fare, che viene tagliata del 47% nelle fasce di reddito medio alte e del 60% in quelle più basse. Fra i redditi più alti il taglio è del 24%. E di fronte a un governo che prova a ridare fiato ai cittadini e contribuenti con taglio del Cuneo fiscale, rottamazione delle cartelle e flat tax, l'emergenza resta con un appello: qualcuno faccia qualcosa, e urgentemente. Ecco i prodotti che vengono ormai considerati impossibili da acquistare.

Con i rincari delle bollette anche gli altri prezzi corrono (Shutterstock)

Fuori dal carrello, per forza

Il 44% degli italiani negli ultimi mesi ha deciso di dare addio agli alcolici, la stessa percentuale non compra più dolci (che possono anche essere considerati generi di conforto, ma i soldi in tasca sono quelli che sono). Via dal carrello della spesa anche i salumi per 38,7% dei cittadini, quindi addio al pesce (38%) e alla carne (37%). La corsa dei prezzi alimentari unita a quelli delle bollette (+31%) ha portato perfino a ridurre in modo drastico il cibo per bambini (-31%) e gli alimenti considerati la base della nostra alimentazione come frutta (-16%), verdura (-12%) e pasta (-11%)

Tutto spento anche in cucina

Questa parte del dossier Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre si unisce ai dati sulle abitudini in cucina degli italiani. Intendendo con ciò quanto si possono accendere forno e fornelli una volta che si porta una spesa più magra e selezionata a casa. E anche qui i numeri parlano chiaro: la metà degli italiani rinuncia al forno elettrico, il 35% ha ridotto fortemente l'uso dei fornelli a gas tentando di contrastare le bollette impazzite. Mentre si va verso il periodo di Natale e Capodanno, in cui la tavola e la cucina sono volano di grande sostegno per la filiera commerciale e produttiva, e la gente prova a dimenticare le ristrettezze e i rincari con una bella cena o un pranzo con amici e parenti, torna l'appello: qualcuno faccia qualcosa, e in fretta

Le scelte al risparmio colpiscono anche gli alimenti base (Shutterstock)