Cosa sono i superfood e perché dovremmo smettere di credere ai loro "poteri magici"

Nell'ultimo anno il loro consumo è esploso e così la fortuna commerciale. Promettono prodigi anti cancro, ictus e infarto. Ma è così? Vediamo

Crema ai semi di chia, bio hamburger e avocado: tre 'superfood'
Crema ai semi di chia, bio hamburger e avocado: tre "superfood"
TiscaliNews

Bio, bio, nient'altro che bio. La parola d'ordine durante la pandemia è stata questa. E se da una parte, come documenta questo approfondimento, le abitudini alimentari degli italiani chiusi a casa per decreto sono peggiorate e diventate più inclini al cibo spazzatura, dall'altra la forbice si è aperta in modo sempre più evidente verso l'alimentazione di qualità. E dentro alla categoria Bio ecco il successo inarrestabile di quelli che il marketing definisce come superfood. Il cui consumo e acquisto è cresciuto del 7% negli ultimi dodici mesi con un fatturato di oltre 4,3 miliardi di euro. Superfood e i suoi poteri "magici" sulla nostra salute e forma. Ma quando il marketing impazza, bisogna rallentare e capire esattamente di cosa stiamo parlando. Cosa c'è di vero e cosa è pura suggestone

Avocado e Goji

Il frutto di origine messicana, con quell'aspetto invitante a metà fra la pera e la melanzana e la polpa verde e leggermente burrosa, è il vero re dell'ultima moda alimentare. E' alla testa dei cosiddetti superfood e si dice che sia un perfetto anti cancro e presidio per il cuore. Quanto c'è di vero nei "poteri magici" di questo supercibo? Tutto sta nell'Avocatina, che viene studiata in modo approfondito (qui i dati) e di cui si lodano le proprietà contro forme tumorali come alcuni tipi di leucemia. Ed in effetti può essere d'aiuto, ma tenendo presente che gran parte dell'Avocatina è contenuta nel seme, non nella polpa dell'avocado. Ricco di grassi mono-insaturi, è di beneficio per il cuore ma un po' meno per la bilancia, perché il frutto centroamericano è piuttosto calorico. Che dire delle perle dell'immortalità di colore rosso? Mettiamo subito da parte Thanos e gli Avengers quando si parla della fortuna delle bacche di Goji. Potente antiossidante, il Goji cinese negli ultimi anni viene sbandierato come una sorta di amuleto magico: non esageriamo. Certamente ha effetti benefici sul sistema immunitario e che contiene zeaxantina che riduce la degenerazione oculare dovuta all'età. Niente di soprannaturale, ma una molto naturale serie di proprietà positive.

Superfood: alcuni dei più ricercati

Chia e acqua di cocco

I semi della Salvia hispanica originaria dell'America Latina, detta "Chia" vengono frettolosamente associati alla ricchezza di Omega 3. E questo è vero, a patto che si capisca che stiamo parlando di una categoria differente da quelli particolarmente benefici contenuti nel pesce. Il nostro organismo li assorbe diversamente. Per i vegani sono però una buonissima alternativa al pesce. Meglio ancora però fanno i semi di lino che contengono 22 grammi di Omega 3 per ogni etto di prodotto. Un buon modo per tenere in equilibrio il proprio colesterolo. Mettiamo un altro piede nella "magia" dei superfood analizzando da vicino l'acqua di cocco: spacciata dal marketing alimentare come una meraviglia che innalza i livelli di potassio e aumenta l'assorbimento dell'acqua. Ideale per i periodi di caldo intenso o per gli sforzi fisici, come quelli dovuti allo sport. Ma è così? Gli studi sul liquido proveniente dalle noci di cocco non hanno dimostrato niente di tutto ciò, e se il nostro organismo è già in buon equilibrio di sali minerali, tutto quello di cui abbiamo bisogno è la cara, vecchia, infinita e fondamentale acqua.

Cavolo riccio e alghe

L'esplodere della cucina orientale (con la sushi mania) e fusion ha portato alla moda dell'assunzione di alghe, considerate di leggera digestione e cariche di vitamina B12, iodio, calcio e ferro. Cosa c'è di vero? Gli studi nutraceutici confermano la ricchezza di B12, il che le rende perfette per diete vegane intransigenti. Sugli altri minerali, ne contengono ma non più di altri cibi, come vedremo fra poco. Ed eccoci al cavolo riccio, coming from Usa e additato ad altro "miracoloso" anti tumorale. Vero o no? Non proprio: il cavolo riccio contiene glucosinati che in digestione stimola enzimi che possono funzionare da presidio contro il cancro. Ma senza chiedere miracoli, e tenendo presente che i glucosinati sono molto più presenti nel cavolo già molto usato dalle nostre parti, e nei cavoletti di Bruxelles. 

Barbabietola e "superfood" sottovalutati

La vulgata commerciale ha rispolverato la barbabietola, e in particolare il suo succo, come meraviglia energetica ricca di nitrati. Ma attenzione: per gli adulti la dose giornaliera non deve superare i 3,7 mg per kg di peso corporeo (molto meno, quindi, per giovanissimi e bambini) altrimenti i nitrati rischiano di trasformarsi in nitriti e nitrosammine, dannosi per il corpo, specie le seconde. Perciò è importante non esagerare con l'uso di succo di barbabietola come bevanda Se invece ci spostiamo al lato degli strilli commerciali, ecco una serie di cibi non pubblicizzati come superfood che però hanno le stesse proprietà benefiche per la salute e la forma fisica, e spesso anche di più: succo di rucola, limoni, spinaci, frutta secca in quantità moderata, polenta di soia e lenticchie. Non hanno niente di "magico" ma la loro forza sta nella sostanza di ciò che contengono. Come ben sapevano i nostri nonni e bisnonni. Alla fine si torna sempre alla cucina contadina. Chissà perché.