"Twin Peaks" altro che serie tv di culto. I ristoranti e bar con cameriere seminude finiti nei guai

Nata nel 2005, questa catena ha avuto un autentico boom con fatturati milionari fino al 2014. Poi le controversie, le denunce, la sparatoria con morti

Tre divise tipiche delle cameriere della catena Twin Peaks. Fra successo e polemiche (montaggio da Instagram, Facebook e Wikipedia-CC)
Tre divise tipiche delle cameriere della catena Twin Peaks. Fra successo e polemiche (montaggio da Instagram, Facebook e Wikipedia-CC)

La cultura del cibo americana è fatta anche di un immaginario in cui camionisti e biker si fermano in accoglienti ristoranti, bar e tavole calde per birra, bistecche, dolci e cameriere sexy che prendono le comande e ti servono al tavolo o al banco Non è roba che si vede solo nei film e serie tv: piaccia o no, è realtà e in questo caso Twin Peaks non è la serie "cult" con cui David Lynch e Mark Frost hanno rivoluzionato per sempre la televisione. Ma una catena di brestaurants (fusione di breast, cioè seno, e restaurant) di notevole successo commerciale proprio grazie alla formula paga-consuma-guarda. Dal 2005, anno di fondazione in Texas da parte di Randy Dewitt and Scott Gordon ad oggi la catena comprende 84 locali e ricavi pari ad oltre 335 milioni di dollari. E una causa legale per come vengono trattate le cameriere.

L'inizio e il boom

Quando Twin Peaks (le "cime gemelle" non sono le due colline innevate del cartello della serie cult tv di Lynch ma alludono proprio al seno femminile) ha aperto è stato subito successo. Più volte vincitore di premi per il miglior concept legato al mondo del food, e ancora come migliore franchise. Un marchio di ristoranti e sport bar arredati in stile rifugio di montagna con richiami alla natura selvaggia, alla cultura della Frontiera e con cibo che mescola elementi tipici delle diverse zone degli Usa con alcol, il tutto con lo slogan: Eats. Drinks. Scenic Views. Quindi entri, ordini, mangi, bevi e ti godi lo scenario. E quello scenario sono ragazze che indossano le divise tipiche del franchise Twin Peaks, quindi scollatissime magliette o camicette legate sotto il seno, nere e rosse (ma ci sono anche i colori per gli eventi speciali) e che si vestono attillate e ultrasexy. Sono parte del pasto. Il fulcro di un business multimilionario. Fino a quando è cominciata la ribellione.

Guai con la legge

Due sono state le battute d'arresto per il successo della catena di ristoranti e bar Twin Peaks che fino al 2014 era quella che cresceva più rapidamente nei fatturati in tutti gli Stati Uniti. Nel 2015 una rissa con mazze, pugni di ferro, coltelli fino alla sparatoria che ha coinvolto i motociclisti delle bande rivali (Cossacks contro Bandidos) in preda ad alcol, odio e testosterone, e la polizia intervenuta nella sede di Waco. Si è conclusa con nove morti, 20 feriti, 150 arresti e nessun accusato formalmente in tribunale. Un finale paradossale che ha scatenato la reazione e la promessa di nuove cause d parte di parenti delle vittime. L'altra è nata nel 2018, quando 34 ex impiegate della catena di ristorazione hanno sporto denuncia per il "rampante comportamento di molestia sessuale" dell'azienda, con pressioni e discriminazioni per indossare lingerie e divise sempre più succinte, fino alla sfilata alla maniera delle conigliette di Playboy perché fosse deciso poi quale mise assegnare loro nelle varie serate a tema. Una prima parte della causa si è conclusa nel 2020 con una serie di risarcimenti in denaro, mentre alcune accusatrici si sono viste respingere le loro testimonianze per la natura "accondiscendente" degli accordi di lavoro firmati con Twin Peaks. La protesta continua ma anche il successo di questi ristoranti e bar in stile montanaro-sexy, i cui ricavi nell'ultimo anno sono però cresciuti solo del 2,6%.