Vaiolo delle scimmie e Covid-19 trasmessi col cibo e i surgelati? L'allarme e la risposta, dati alla mano

La resistenza del Coronavirus a temperature sotto lo zero sarebbe passata da 15 a 28 giorni. E c'è chi teme l'infezione dei primati. Gli studi alimentari

Cosa resta dei due virus più 'popolari' del momento nel cibo sotto zero? (Ansa)
Cosa resta dei due virus più "popolari" del momento nel cibo sotto zero? (Ansa)
TiscaliNews

Fact checking alimentare. FoodCulture lo fa da quanto questo canale di informazione è nato. Due anni fa ci occupammo della psicosi che si era creata attorno ai macelli, quando una serie di casi si contagio si era moltiplicata (anche in Italia) proprio in questi ambienti (leggi qui). Ora l'allarme ritorna, in modo disordinato, e si leggono siti e social che riprendono la versione secondi cui il virus Sars-Cov-2 resisterebbe fino a 28 giorni a basse temperature, dunque nella carne surgelata. Estendendo la preoccupazione al nuovo contagio che si è preso i titoli dei media nelle ultime settimane: il Vaiolo delle scimmie. Dunque, dal cibo e in particolare da quello congelato c'è il rischio di prendersi questi due patogeni? Vediamo in dettaglio.

Vaiolo delle scimmie e alimentazione

In questo dettagliato dossier dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è ben riassunto tutto quello che si sa finora sul Vaiolo delle scimmie e la sua presenza nelle carni usate per l'alimentazione. Nel paragrafo intitolato Reducing the risk of zoonotic transmission si legge quanto traduciamo: "Nel corso del tempo, la maggior parte delle infezioni umane sono state il risultato della trasmissione da animale a uomo. Contatti privi di protezione con animali selvatici, specialmente quelli che sono malati o morti, inclusi la loro carne, sangue e altre parti vanno evitati. In aggiunta, tutti i cibi contenenti carni animali vanno accuratemente cotti prima del consumo". La carne cotta non presenta rischi, a quanto risulta fin qui all'Oms. Che specifica che l'attenzione verso gli animali entrati in contatto con scimmie o altre specie potenzialmente infette è stata rafforzata, e che vanno sottoposti a quarantena e osservati nei 30 giorni successivi per capire se svliluppano i sintomi tipici del Vaiolo delle scimmie. Questo prima che ogni lavorazione alimentare vada a cominciare.

Per mangiare sicuri bisogna rispettare le regole igieniche aggiornate (Ansa)

Covid-19 e carne congelata, a che punto siamo

L'altro capitolo sempre sotto massima attenzione riguarda la possibilità che il virus Sars-Cov-2, nelle sue varie mutazioni, possa resistere nella carne conservata sotto zero. La versione che circola più di recente vorrebbe che fonti scientifiche cinesi abbiano esteso l'ipotesi di questa presenza da 15 a 28 giorni. Ipotesi rafforzata dallo studio riportato da Applied And Environmental Microbiology su piattaforma Asm (qui il documento integrale) svolto negli Usa. Dove però è stata fatta ricerca su due altri coronavirus animali (non il Covid-19) poi inoculati in carni di pollo, pesce, maiale e bovino conservate per circa un mese a temperature fino a -20 gradi centigradi. Al termine di questo periodo c'erano ancora tracce di virus, con capacità di riprodursi. Questo non significa che la stessa cosa possa accadere per il Sars-Cov2. Nel mentre vale quanto già indicato in questo dossier dell'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, dove si legge nello specifico: "La cottura a temperature sufficientemente alte, insieme all'applicazione di buone pratiche igieniche, protegge i consumatori da una vasta gamma di infezioni alimentari e inattiva anche il SARS-CoV-2, se presente sui cibi. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda di cuocere bene gli alimenti, specialmente la carne, il pollame, le uova e i frutti di mare e di portare a ebollizione alimenti come zuppe e stufati accertandosi che raggiungano i 70°C". Allarme immotivato per entrambi i virus, quindi, per quanto riguarda il cibo

Lavorazione delle carni, le regole sono diventate più stringenti (Ansa)