La cucina come un inferno fra insulti, cattiveria e successi: lo schianto di Gordon Ramsay e il cambiamento

Un patrimonio da oltre 200 milioni di dollari per lo chef e scrittore, una storia familiare disastrata. Poi i successi, gli eccessi e i cambiamenti

Un'immagine che racconta bene Ramsay (dal sito di Masterchef Usa/Fox)
Un'immagine che racconta bene Ramsay (dal sito di Masterchef Usa/Fox)

Dato che esistono le cucine dell'inferno (e il successo di Hell's Kitchen lo conferma) se serve un diavolo dell'altissima ristorazione, il cattivo per eccellenza, signori il personaggio è servito con Gordon Ramsay. Al cui confronto i rimbrotti dei nostri Masterchef sono robetta, e alla cui scuola è cresciuto il primo Joe Bastianich che seminò terrore e pessimi modi nelle prime edizioni del talent tv di cucina più amato dal pubblico (vedi qui). Prima di tutto questo, Gordon Ramsay era già una stella, seminando panico, ammirazione ed eccessi dentro e fuori dalle sue cucine. Come si sa, Cesare fuori controllo va incontro alle Idi di Marzo. Le sue, lo chef, imprenditore e poi celebrità tv inglese, se le è costruite con le sue mani. Provando ad assassinarsi più volte, quasi riuscendoci. Ma andiamo con ordine.

La rabbia di un figlio tradito con un fratello distrutto

Come lo stesso Gordon Ramsay ha scritto nella sua autobiografia Humble Pie, il suo pessimo carattere, la rabbia e la fame di successo e affermazione gli sono serviti per riscattarsi da una vita dura, segnata da un cattivo padre (Gordon Jr.). abusivo e alcolista, facile a perdere i lavori trascinando poi per il Regno Unito la famiglia e mettendosi contro gli stessi flgli. Da quell'ambiente familiare suo fratello Ronnie è uscito segnato, finendo per sbandare nella droga. Coca ed eroina per anni, minacce a scopo di estorsione al suo parente che nel mentre si era arricchito con la cucina e la tv. Fino al momento decisivo, descritto così dallo chef: "Abbiamo fatto davvero di tutto per aiutarlo, ora tutto quello che fa è bere, farsi e poi sparire di nuovo". La rabbia è compagna di strada di Gordon Ramsay da sempre, sua forza e dannazione. Moltiplicata dagli infortuni che lo costrinsero ad abbandonare una carriera di giovane calciatore dei Rangers (è di origine scozzese) per reinventarsi come cuoco.

L'ascesa

La fortuna di Ramsay in cucina e poi come imprenditore passa per l'apprendistato con Marco Pierre White, Joel Robychon e Guy Savoy fra Parigi e il quartiere londinese di Chelesa, dove a 27 anni aprirà il suo primo ristorante, raccogliendo presto 3 stelle Michelin. Dal 2005 e per tutti gli anni a seguire ha aperto prestigiosi ristoranti di sua proprietà, cominciando dal Verre a Dubai e dal Gordon Ramsay At The London a New York. Ad oggi sono piùdi 30, da quello interno al Forte Village in Sardegna al Petrus di Londra, da quello a Doha fino al Trianon di Versailles. Parallelamente è cresciuto il suo successo tv. E' lui, assieme a Jamie Oliver, il prototipo degli chef cattivi, inflessibili, inclini allo scatto d'ira e all'insulto contro i concorrenti di talent come Hell's Kitchen, Masterchef, Cose dell'altro mondo, Hotel da incubo. Urla e pugni sul tavolo, piatti che volano, ordini impartiti con ferocia a dipendenti e aspiranti chef ne hanno fatto un divo del gourmet. Ha scritto oltre 20 libri ed è arrivato ad avere un patrimonio stimato in 220 milioni di dollari ai primi del 2022. Ma nel mentre parecchie cose hanno cominciato a rompersi.

Nella polvere, e ritorno

Se non è riuscito a salvare dalla droga suo fratello Ronnie, lo stesso Gordon Ramsay ha ammesso di aver avuto sbandate per la cocaina, da cui è poi riuscito a riprendersi. Per questo ha accettato di comparire nel documentario Cocaina al ristorante, parlando apertamente delle cucine come di un luogo di grande stress, orari e fatiche disumani e inclinazione agli abusi tossici. Gli altri guai sono venuti dal fisco e da una serie di cause legali (anche con ex dipendenti, per via del trattamento ricevuto) la più dolorosa fra queste contro suo suocero accusato di avergli sottratto mezzo milione di sterline. Neanche il resto della famiglia è stato risparmiato, con accuse e denunce per sottrazione di documenti riservati. Poteva un Mister Cattivo per eccellenza non andare allo scontro frontale con i vegani? Quel tipo di cucina Ramsay l'ha sempre disprezzata, insistendo sulla centralità della carne nelle sue ricette e finendo accusato per abuso di paté di foie gras (fegato d'oca fatta ingrassare in modo forzato, qui la protesta contro la crudeltà di questa pratica).

300 persone licenziate, un segnale impossibile da ignorare

Gli anni vissuti al massimo gli stavano chiedendo un conto pesante, accresciuto dalla crisi del settore per via della pandemia e ora delle guerra in Ucraina. Dallo scoppio della pandemia, lo chef ha perso oltre 12 milioni di fatturato e si è scritto del buco da 60 milioni che ancora affligge i suoi bilanci. Arrivando a licenziare 300 persone. Per lui un nuovo bivio. E così che è arrivato a riconsiderare un po' di cose, a cominciare dalla cura della forma fisica (corpo scolpito dagli allenamenti e, pare, un trapianto di capelli) e ad abbracciare la cucina vegana. Con pubblica ammissione durante la recente edizione di MasterChef, al suo fianco c'era Bastianich. Una trasformazione in atto, ma ora resta da rimettere i conti a posto. 

Il "nuovo" Ramsay (da Instagram)