La dura gavetta, le 7 stelle Michelin, i piatti preferiti, il sesso trasgressivo e la famiglia: ritratto di chef Barbieri

Il maestro bolognese della cucina ha sfidato il padre che non l'approvava, la fatica e gli orari impossibili. Sacrificando la sua vita al successo

Chef Bruno Barbieri (Foto da Wikipedia-Progetto Immaginario 3.0 su licenza CC)
Chef Bruno Barbieri (Foto da Wikipedia-Progetto Immaginario 3.0 su licenza CC)
TiscaliNews

Modi eleganti, cura maniacale ed esigente dei dettagli, look ricercato e una durissima gavetta alle spalle. Non tutti conoscono il Bruno Barbieri che viaggia, insegna, lavora nei suoi ristoranti e scrive libri di sempre maggiore successo, quando la tv è spenta e non lo si vede a MasterChef Italia o 4 Hotel. Avevamo già scritto di un suo illustre collega, Joe Bastianich, fra trionfi, trasformazioni e momenti di crisi. Barbieri è quello che non perdona nulla sull'impiattamento e che detesta i mappazzoni nel piatto, termine che è diventato un po' il suo tormentone. Quello che scherzosamente a un concorrente di MasterChef, che insisteva sull'origine modenese dei tortellini, risponde: "Bologna, i tortellini sono di Bologna. Occhio che prendo il coltello". Oltre lo schermo televisivo c'è una storia di fatica e di feroce determinazione per arrivare dov'è, con rinunce anche dolorose.

La Spagna e il padre che non approvava la sua scelta

Oggi sessantenne, nato a Medicina in provincia di Bologna, Bruno Barbieri segue con la famiglia il padre Nello che si trasferisce in Spagna per lavoro. Ci resterà quindici anni. Nel mentre il figlio si appassiona alla moda grazie alla madre Ornella che lavora nel settore, e vede accendersi la fiamma della cucina gourmet che gli trasmette la nonna Mimì. Il rapporto difficile col padre, che non apprezza la sua inclinazione per grembiuli e fornelli, si ricucirà solo in età adulta. Prima c'è da partire a testa bassa, da solo, verso gli apici dell'alta cucina. Quindi gli studi, diploma all'Alberghiero di Bologna, gli anni di lavoro nelle crociere, e il ritorno in Italia. Qui incontra il suo mentore, lo chef Igles Corelli e si affina nell'arte dell'alta cucina. Arrivano le prime due stelle Michelin mentre lavora alla Locanda Solarola di Castel Guelfo, quindi è nel prestigioso Trigabolo di Argenta, poi La Grotta di Brisighella e l'Arquade-Villa. C'è un solo demone nella sua vita: l'eccellenza di chef. Le stelle diventano 7, un record condiviso con la leggenda di Gualtiero Marchesi. Tanto successo va pagato su altri fronti.

La rinuncia al matrimonio, la mancanza di un figlio

Al culmine del successo, chef Barbieri apre i suoi locali. Prima l'Arquade a San Pietro in Cariano, in Veneto, poi il Cotidie a Londra, dopo la parentesi in Brasile fonda il bistrot Fourghetti a Bologna, ceduto ad altro imprenditore nel 2020. Comincia a collaborare con tv e radio, scrive libri sulla cucina senza glutine, si tiene stretta la nostalgia per una carriera di calciatore che poteva decollare ma che è stata inghiottita dall'impegno in cucina. Era nelle giovanili del Bologna e tifa Inter. Al successo in cucina ha dovuto sacrificare il progetto di avere una famiglia, come lui stesso ha spiegato tempo fa in una intervista a Vanity Fair: "Con questo mestiere avere una famiglia non è facile: con una moglie la sera ogni tanto ci devi stare, e un figlio la domenica devi portarlo a messa o a giocare a pallone. A chi ci ha provato, infatti, non sempre è andata bene. Però un bambino un po' mi manca. Sono ancora in tempo a farlo, oppure potrei adottare". Fra le sue ricette più celebrate: la reivenzione dei tortellini con il fior di panna, il budino di cipolla al fegato grasso, il piccione al forno al cacao e broccoletti, il germano ripieno al pescegatto in salsa di caffè al mandarino".

Io omosessuale? Mai avuto relazioni di quel genere

Cura moltissimo il suo corpo, si allena in palestra e dice di essere invidiato per le sue cosce, appena può torna nella sua casa a Bologna, un ampio open space. Correva voce che fosse omosessuale, lui stesso ha smentito. Sempre riservatissimo sulla sua vita privata, si è però lasciato andare a una piccola confessione: "Rapporti omosessuali non ne ho mai avuti, ma è capitato che fossimo in tre o quattro e ci fossero anche uomini". Il resto è il grande successo in tv come giudice di MasterChef, poi in Cuochi d'Italia. E in libreria, dove è uscito da poco il suo Cucina con me, con prefazione di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.