Campari nei guai: la fusione sospetta e il maxi sequestro con titolo che va giù in Borsa
Secondo la Guardia di Finanza e la Procura di Monza, la holding Lagfin che controlla il marchio non ha dichiarato una plusvalenza da oltre 5 miliardi
Avevamo scritto qui delle pressioni subite da Campari da parte del governo cinese che accusava il grande marchio di alcolci di praticare il dumping. Cioè la vendita dei suoi prodotti a prezzi troppo inferiori, sul mercato cinese, rispetto a quelli di casa propria e di altri mercati. L'accusa aveva provocato il ribasso del valore borsistico di Campari, che ha poi risposto colpo su colpo, a cominciare dall'acquisto del prestigioso Courvoisier. Ma che ora si trova a che fare con un problema peggiore, consequenza della fusione fra Lagfin che controlla Campari e Alicros. La Procura di Monza ha disposto un maxi sequestro di azioni della holding lussemburghese, pari a un valore di 1,3 miliardi di euro. Perché?
I punti oscuri della fusione
Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, nelle fusione fra Lagfin (la cui maggioranza è detenuta dalla famiglia Garavoglia) e Alicros, non erano stata debitamente dichiarata la plusvalena da 5,3 miliardi di euro ottenuta. L'autorità fiscale e giudiziaria italiana contesta anche la gestione maggioritaria post fusione rimasta in territorio lussemburghese.
La risposta di Lagfin-Campari
In una nota, la holding chiarisce che esiste "un contenzioso fiscale in essere da circa due anni e che non ha mai riguardato in alcun modo il gruppo Campari. Lagfin è certa di avere sempre operato nel pieno rispetto di tutte le norme, incluse quelle fiscali italiane, e si difenderà in tutte le sedi. Poiché Lagfin detiene oltre l’80% dei diritti di voto di Campari, la misura non è in grado di intaccare la partecipazione di controllo di Lagfin in Campari". Se quindi la controversia riguarda specificamente Lagfin, le conseguenze vanno a impattare anche sui marchi controllati, tanto che come prima reazione il titolo Campari ha perso il 3% a Piazza Affari. La holding dovrà quindi rispondere all'accusa di dichiarazione fraudolenta.












