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Ma che succede? Anche Cannavacciuolo: "La cucina italiana non esiste". E lo scontro con suo padre

di FoodCulture   

Trascorre qualche giorno dall'esaltazione del cibo italiano e del del rito del pranzo domenicale da parte del New York Times ed ecco l'entrata in cucina a gamba tesa dello chef tristellato Antonino Cannavacciuolo. Le cui parole sembrano fare da eco alle posizioni molto criticate e controverse dell'accademico Alberto Grandi, autore di un editoriale proprio sul Nyt che sgretolava la mitologia della cucina italiana. Nonché del podcast Doi - Denominazione d'origine inventata. Anche secondo la stella della food tv grazie a MasterChef e Cucine da incubo "la cucina italiana non esiste". 

La posizione di Cannavacciuolo

Sentito da Sette, il settimanale del Corriere della Sera alla vigilia del suo ritorno in tv, chef Cannavacciuolo dice di volersi tenere alla larga dall'orgoglio nazionale in fatto di cucina perché "la cucina italiana non esiste" dato che ha "sapori e contaminazioni da tutto il mondo". Con questo non sminuisce la qualità di ciò che si può trovare e assaporare in Italia: "Abbiamo dei grandissimi prodotti, i migliori, ogni campanile ha la sua ricetta". Ma a sua volta queste tradizioni hanno "rubato" da materie prime alimentari o da influenze di altre culture, anche antichissime. Ma l'integralismo no, Cannavacciuolo ci si oppone con la stessa decisione iconoclasta di Alberto Grandi: "...leggo di gente che insorge perché si cambia...un piatto tipico...a me viene voglia di farlo per provocazione. La cucina è un piacere". Non un dogma.

Nessun complimento dal padre

Nonostante i successi dei suoi resort, dei ristoranti prestigiosissimi, la sua grande esposizione in tv e la sua forma riceratissima su piatti e abbinamenti, Antonino Cannavacciuolo si è dovuto scontrare con suo padre di fronte alla sua scelta di diventare un cuoco. Il papà lo avrebbe voluto medico, avvocato o architetto. Ma padelle e fornelli no. Antonino aveva 13 anni quando cominciò a ribellarglisi. Da allora è cominciata una guerra sottile mai terminata, dato che, nel racconto dello chef, tuttora quando cucina qualcosa per il padre non gli arriva né un complimento né un commento, "lui niente. So che si vanta di suo figlio con gli altri ma non con me". Per una distanza che si è creata in famiglia per via della cucina, c'è una vicinanza fondamentale per lo chef e i suoi successi. Quella con sua moglie-manager Cinzia Primatesta, al suo fianco in ogni impresa e artefice del suo successo in televisione. 

Leggi anche: Cannavacciuolo: "Per mia moglie non cucino, in tv mi ha creato lei". Storia di un legame

 

di FoodCulture   
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