Chef Antonia Klugmann, il ristorante devastato da fango e acqua. "Soccorsi in ritardo, ore di terrore"
Il maltempo ha colpito durissimo in Friuli, con un morto, una dispersa e centinaia di sfollati. La paura e la resistenza dello staff, e l'appello della chef
Le stelle Michelin finite annegate fra acqua e fango, e una delle cucine più inventive e originali d'Italia rimaste a filmare il disastro in corso. Le immagini si sono moltiplicate dai social agli altri media, con il disastro documentato dalla chef Antonia Klugmann che tra foto e video ha raccontato come per resistere all'inondazione, lei e il suo staff abbiano usato sacchi di sabbia rimasti dalla precedente inondazione (dell'anno scorso) per creare un argine che però poi è crollato. Portando all'evacuzione di tutto il personale e dei clienti da parte dei Vigili del Fuoco. L'acqua ha annegato il ristorante L'argine a Vencò a Dolegna del Collio, in provincia di Gorizia, mentre attorno gli sfollati erano centinaia, con un morto e una dispersa.
Certe ferite sono dure a guarire
La chef stellata Klugmann ha parlato di "moltissimo spavento" con il Cook del Corriere della Sera e di "giornata allucinante". Perché l'allagamento del 2024 non era così violento e grave come questa esondazione che ha tra l'altro rovinato le stanze appena ripristinate dopo il precedente evento meteo. La replica dei danni e gli appelli a sistemare il territorio, con tre fiumi friulani che straripano ogni volta, sono ferite dure a guerire e danno un senso di scoramento per chi resiste e progetta la valorizzazione enogastronomica del territorio, con tanto di orto presidio di biodiversità che è una delle creazioni più ammirate della Klugmann.
La situazione ora
Tempo fa era stato rifatto l'argine dello Judrio, uno dei fiumi nuovamente esondati nelle scorse ore, quindi servono nuovi interventi perché il clima si è fatto più estremo. Antonia Klugmann, già giudice ospite e poi a rotazione di MasterChef, ha parlato con forza dell'urgenza di un migliore presidio del territorio con "priorità per la sicurezza dei cittadini, non per il ponte sullo Stretto. Dopo le prime ore drammatiche, soli a provare ad arginare pioggia, acqua e fango, sono arrivati gli aiuti della Protezione civile, in ritardo perché oberata da soccorsi in diversi punti della regione, e sono partite diverse raccolte fondi per aiutare lei e il suo ristorante. Chef Klugmann ringrazia tutti, ma ha anche raccontato che per ore "nessuno è venuto ad aiutarci" e che è stato terrorizzante, dopo aver evcuato il locale, restare a presidiarlo dormendo al piano superiore, mentre il livello dell'acqua saliva costantemente.












