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Pasta Amato: il grande boom, la bancarotta, gli arresti. Parla l'ex rampollo: "Ora vorrei un futuro"

Dalla fine dell'Ottocento ai primi anni Cinquanta la fondazione ed espansione del marchio di eccellenza fino al crac dei Duemila. Le parole di Giuseppe Amato

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Giuseppe Amato quando era ai vertici dell'azienda e oggi (dal suo profilo Facebook) pronto a ricominciare una nuova vita
Giuseppe Amato quando era ai vertici dell'azienda e oggi (dal suo profilo Facebook) pronto a ricominciare una nuova vita

"Ora vorrei un futuro". Si ricomincia da qui dopo il crac di uno dei marchi d'eccellenza della pasta italiana. Nato da un'idea del 1868 e diventato definitivamente Antonio Amato & C. Molini e Pastifici S.p.A con la costituzione della società a Salerno nel 1958. Lo slogan era "Il piacere è una cosa semplice" e per diverso tempo la pasta Amato è stata fra i grandi marchi del nostro Paese, capace di rilevare già negli anni 50 i molini Garofalo e Rinaldo e di rilanciarli in un mercato in piena espansione. Nel decennio successivo le prime grandi innovazioni, con la meccanizzazione della produzione. Da lì un continuo salire di visibilità, successo commerciale, esportazione di un prodotto che dall'Italia trova mercato negli Usa e in Giappone, in Medio Oriente e Oceania. Poi dal 2009 la crisi e le difficoltà, culminate nel fallimento e nell'inchiesta per bancarotta fraudolenta. Gli arresti, il processo, il crollo. Oggi si riparte da qui: "Per il futuro spero di avere un futuro".

Parla l'ex condirettore e rampollo della famiglia Amato

La frase che abbiamo riportato virgolettata è di Giuseppe Amato, tornato libero dopo 27 mesi di carcere, il patteggimento e una parte di domiciliari. Lui era il volto pubblico dell'azienda di famiglia, il condirettore del pastificio, fino al luglio del 2011, quando dopo oltre un anno e mezzo di indagini scaturite da mancati pagamenti per 1 milione e 600 mila euro si apriva il crac della Amato con le misure cautelari, il blocco del concordato preventivo con i creditori da parte della Procura di Salerno, i cinque arresti fra qui quello di Giuseppe Amato. La raffica di indagati per bancarotta fraudolenta: l'ex presidente della fondazione Mps, Giuseppe Mussari, l'ex sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, l'ex presidente della commissione Finanze della Camera dei deputati Paolo Del Mese e 11 componenti del consiglio di amministrazione della Banca della Campania. Vent'anni prima il fondatore e presidente Antonio Amato rifiutava l'offerta di Umberto Agnelli di rilevare la sua azienda. Da lì, una storia di debiti, cassa integrazione, fino all'inchiesta. Oggi Giuseppe Amato Jr. dice intervistato dal Corriere del Mezzogiorno: "Mio nonno fu mal consigliato. Avrebbe dovuto ammettere che non aveva compreso che la realtà era cambiata e che non aveva delegato quanto avrebbe dovuto. Ha voluto comandare lui fino alla fine, era fatto così".

La risalita dalla polvere

Finiva così la prima fase della vita di un pastificio che fino agli Anni Duemila aveva aggregato diverse realtà produttive del Meridione, usando per due terzi grano italiano e per un terzo estero, esaltando le produzioni del Sud e diventando sponsor della Nazionale di calcio italiana, della Salernitana e della Nazionale svizzera di sci. La Amato è rinata nel 2012, rilevata dalla Dicado, con rinnovo del marchio e del posizionamento sul mercato. Oggi produce anche pelati, olio, farine e pesce sott'olio, linee integrali biologiche e senza glutine, paste fresche ripiene e surgelate. E Giuseppe Amato? Tornato libero ha fatto di tutto: "Dal rivenditore al dettaglio di generi alimentari e non al rivenditore di prodotti sanitari" fino ai prodotti finanziari ma "ho fatto anche l’autotrasportatore e persino l’operatore telefonico commerciale". Pagato il suo debito con la Giustizia, è pronto a ricominciare. Che idea si è fatto del periodo di autodistruzione della Amato? "Il problema è che al vertice non c’è mai stato un potere decisionale chiaro. Siamo stati impreparati a gestire il gap tecnologico e generazionale. Ho fatto il front-man di una band con canzoni che non avevo scritto io". Oggi Molino e Pastificio Antonio Amato s.r.l. è un'azienda che vive la sua seconda vita, quella del suo ex condirettore è lontanissima dagli anni di splendore imprenditoriale condiviso in famiglia:"I fantasmi del passato restano dentro di me solo come memoria e come monito". 

La guerra interna ad Amadori: leggi l'approfondimento

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