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Re, imperatori e principi: passioni, vizi e fissazioni a tavola. E tu a chi assomigli?

Come mangiavano e cosa evitavano personaggi come Cesare, Napoleone e Carlo Magno? E Carlo d'Inghilterra? Scopriamolo qui

Lucia Arlandini di Lucia Arlandini   
Re Carlo d'Inghilterra, Napoleone Bonaparte, Giulio Cesare (Shutterstock e Creative Commons)
Re Carlo d'Inghilterra, Napoleone Bonaparte, Giulio Cesare (Shutterstock e Creative Commons)

Vi siete mai chiesti quali erano le abitudini alimentari dei grandi uomini della storia e quanto hanno influito a creare il loro personaggio storico?

Dimmi cosa e come mangi e ti dirò chi sei davvero

Iniziamo da Giulio Cesare che nonostante fosse un nobile romano, a tavola era molto morigerato; appena sveglio beveva un bicchiere di acqua e mangiava pane e formaggio. La stessa cosa avveniva a pranzo dove si aggiungeva frutta fresca e vino; alla sera invece introduceva carne, salse e spezie, talvolta concedendosi banchetti e feste con altri nobili.

Anche Carlo Magno era un moderato perché si faceva servire soltanto quattro portate ma la carne arrosto non doveva mai mancare anche perché era simbolo di virilità e potenza. Questo stile di alimentazione lo portò a soffrire di gotta, anche se, all’epoca, la gotta era vista come uno status symbol, quindi positiva e buona per la salute. Si pensava che, grazie agli attacchi di gotta, il corpo “evacuasse” sostanze nefaste: gli uomini che si accorgevano di avere la gotta ne gioivano, e la vedevano come un presagio di longevità.

Il re di Francia e il suo intestino da record

Altro grande sovrano a soffrire di questa malattia era Luigi XIV che aveva un grandissimo appetito dovuto forse al suo intestino più lungo del normale. Erano oltre 500, tra panettieri, ortolani, cuochi, macellai che ruotavano per assecondare i suoi desideri.

I banchetti e i pasti erano sempre sontuosi; il menù comprendeva quattro minestre, carne di fagiano e pernice, insalata di legumi, castrato in umido, prosciutto, dolci e frutta. Se alla sera non erano previste feste si ritirava nei suoi appartamenti a consumare la cena, cullato dai suoni dei violini e con un occhio di riguardo alle stoviglie: non mancavano piatti d’argento, bicchieri di cristallo di Boemia e preziosi piatti di porcellana. Una piccola curiosità: di questo sovrano è il merito della diffusione della cioccolata, trasformatasi poi in una moda di corte, grazie al contributo della golosa moglie.

Bonaparte e i tormenti gastrici

Diverso era Napoleone, che spesso saltava i pasti (forse anche a causa di una ulcera gastrica) e mangiava rapidamente e spesso con le mani. Molti furono i capocuochi che si alternarono nelle sue cucine (undici in dieci anni) perché sembra che ricevessero magri compensi. A lui attribuiamo il famoso pollo al marengo, quando nel lontano 14 giugno 1800, a fine di una battaglia mandò il suo cuoco a preparargli una succulenta cena. Poiché i mozzi di cucina avevano trovato ben poco in giro, il cuoco fece saltare del pollo nell’olio saporito dall’aglio, aggiungendo dei pomodori e lo guernì con un uovo fritto e qualche gambero di fiume, cospargendolo con abbondante cognac che non mancava mai.

Re Carlo III, elogio della semplicità

Assolutamente da menzionare le abitudini dell’attuale regnante inglese Carlo. Banditi aglio e cipolla per evitare che questi alimenti creino problemi di alitosi in occasioni di rappresentanza. A Carlo poi non piacciono cibi troppo elaborati e predilige sicuramente i prodotti di stagione; ha un vero e proprio debole per asparagi coltivati in casa, miele di origine locale e frutti di bosco. Ogni giorno i cuochi presentano al monarca un piccolo libro contenente il menù ed eventuali suggerimenti, tocca poi alle Altezze Reali sfogliarlo e decidere cosa mangiare quel giorno, ovviamente tenendo conto di eventuali stravolgimenti dell’ultimo minuto.

E tu a chi di questi personaggi ti senti simile quando ti siedi a tavola?

Lucia Arlandini di Lucia Arlandini   
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