"Tontolone" con le donne, prete mancato e pessimo in cucina da giovane: il Cracco che non conosci

Il più ammirato e detestato dei grandi chef celebri anche grazie alla tv ha una storia di sconfitte, tenacia, sogni corretti in corsa e insicurezze. Il ritratto

Cracco con sua moglie e grande collaboratrice, Rosa Fanti
Cracco con sua moglie e grande collaboratrice, Rosa Fanti
TiscaliNews

Oggi che è uno chef pluristellato, una celebrità tv con successi in libreria, adesso che con il look con barba curata e capelli a posto è considerato un sex symbol, tanto da posare fra modelle nude che reggevano ingredienti di cucina, Carlo Cracco è la star da ammirare o contro cui scagliarsi. E' diventato uno sport nazionale andare a mangiare da lui, a cominciare dalle sortite in Galleria a Milano, e poi lamentarsi perché una spremuta o una pizza costano uno sproposito. Polemiche che abbiamo ben documentato qui. Ora che il suo regno culinario viaggia a gonfie vele e mentre prepara la nuova stagione di Dinner Club attesa l'anno prossimo su Prime Video, bisogna rimettere i piedi per terra. E scoprire sconfitte, patimenti e imbarazzi di un Masterchef che sognava di diventare prete e non poté farlo perché stare in seminario costava troppo. Altro pianeta, se si pensa che oggi Cracco fattura oltre 8 milioni di euro l'anno

"Non sto al Grande Fratello dove uno va in tv a fare lo scemo"

A ben rendere il rigore e la personalità di Carlo Cracco è questa frase perno dell'intervista realizzata tempo fa da TiscaliNews: "A Masterchef non maltrattiamo nessuno, ma dobbiamo vigilare perché provano sempre a fare un po' i fenomeni. Non dimentichiamo che noi abbiamo il compito di trovare uno chef bravo che poi possa continuare questa attività. La severità è necessaria perché noi esigiamo serietà. Non siamo il Grande Fratello dove il concorrente va a fare lo scemo e più lo fa, meglio è. I nostri concorrenti devono obbligatoriamente saper fare da mangiare. La nostra severità è legata a questo e prescinde dalle persone". Nessuno sconto, severità e puntiglio imparati dai propri errori. Agli inizi Carlo Cracco non era certo un giovane fenomeno. Iscritto all'Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi, gli inizi furono desolanti. Nella materia Cucina aveva quattro, come lui stesso ha rivelato. E sognava di fare il seminarista ma il padre gli rispose: "Sei matto, costa troppo", in alternativa di viaggiare il più possibile, desiderio coltivato partendo dai giri fuori porta che faceva gratis sui treni grazie al padre ferroviere".

Gualtiero Marchesi, ancora lui

Il grande padre della cucina gourmet italiana ha fatto da balia a molti degli chef pluristellati di casa nostra. Non fa eccezione Carlo Cracco, scoperto e valorizzato da Gualtiero Marchesi che lo chiama a lavorare con lui a Milano. ll trentenne Cracco si fa notare per le sue invenzioni straordinarie e presto premiate, come l'uovo marinato, l'insalata russa caramellata, le melanzane con gamberi e fiori di sambuco, il riso con le lenticchie (è uno specialista e i risotti sono il suo piatto preferito). Saranno poi Alain Ducasse a fargli scoprire la Francia e la sua grande cultura enogastronomica e Annie Feodie ad affidargli la Enoteca Pinchiorri a Firenze. Per Cracco è il decollo: sotto la sua direzione l'Enoteca ottiene tre stelle Michelin, di nuovo con Marchesi all'Albereta, apre quindi il suo primo ristorante Le Clivie in Piemonte, ed ecco la quarta stella. Gli anni duemila sono un continuo successo: nascono Cracco Peck, Cracco Ristorante in Milano, il bistrot Carlo e Camilla in Segheria ai Navigli, arrivano le altre due stelle e dal 2011 al 2017 la grande celebrità televisiva con Masterchef. A Milano nascono altri due suoi ristoranti prestigiosi. E nel piccolo schermo passa dalla versione italiana di Hell's Kitchen a Cracco Confidential, il docufilm che lo racconta come mai prima, fino a Dinner Club.

"Sexy? Mai stato bello, con le donne un tontolone"

Altri ristoranti fondati da Carlo Cracco sono l'OVO a Mosca e il totalmente vegetariano a Portofino. Gelosissimo della sua privacy, pochissimo si sa del suo primo matrimonio. E' padre di quattro figli: Sveva e Irene sono nate dalle prime nozze, Pietro e Cesare dall'unione con Rosa Fanti suggellata nel 2018. Lei collabora strettamente con lui. Rosa ha 17 anni meno del marito, è laureata in Scienze della Comunicazione con Master in Comunicazione e Marketing d'azienda ed è su questo versante che contribuisce in modo fondamentale alle attività dello chef pluristellato. La Fanti ha ricordato così, in una intervista su Grazia, il loro primo incontro a casa di lei: "Come prima cosa ha aperto il frigorifero. Dentro c’era solo una confezione di piadine precotte e una mozzarella: volevo morire. Carlo l’ha richiuso e mi ha detto: 'Da domani la spesa la faccio io'. Il giorno dopo si è presentato con dieci borse piene di cibo: 'Non toccherai mai più un fornello'. Poi si è messo a cucinare, piccione con patate e castagne. L’ho assaggiato e lì ho capito: sono fritta". Sex Symbol? Lui non si è mai considerato bello e su Vanity Fair di sé aveva detto: "Ero abbastanza sfigato, un tontolone. Il primo bacio l’ho dato a 14 anni, al mare: un avvenimento mondiale". La prima volta a 20 anni, con una ragazza più grande di lui. La moglie Rosa lo descrive così: "Carlo si è fatto da solo, lavora da quando aveva 16 anni, la sicurezza che trasmette se l’è sudata. Fragilità ne ha come tutti, la cosa bella è che le ammette. Se va a riguardare le vecchie foto, si renderà conto che Carlo non è mai stato un bello, e non è abituato a essere considerato tale. Negli ultimi anni certo è cambiato: i capelli, la barba, i vestiti. Ma fare questo effetto sulle donne lo mette a disagio"

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