"Un terreno perfetto e l'omaggio a mio padre di 95 anni": così nasce qualcosa di straordinario

"La Collina dei Ciliegi" sulle alture della Valpantena è la prova di una grande una scommessa vinta: "Niente cassa integrazione qui"

Massimo Gianolli (foto di Vittorio Ferla)
Massimo Gianolli (foto di Vittorio Ferla)

Ci sono viticultori che fanno il vino. E poi ci sono produttori che coltivano sogni. Massimo Gianolli - imprenditore della finanza e presidente de La Collina dei Ciliegi, cantina sita a Erbin, sulle alture della Valpantena, pochi chilometri fuori Verona - è tra questi ultimi. “La mia famiglia è originaria di Milano, ma mio padre Armando - che oggi ha la bellezza di 95 anni - è legato a questo luogo fin da bambino. La balia che lo allattò appena nato, nel 1925, viveva qui. Per questo, appena ha potuto, negli anni 60-70, ha acquistato il casale e il terreno circostante”, racconta Gianolli. Per molto tempo, questo è rimasto soprattutto un luogo del cuore. Nel primo decennio del Duemila, la svolta.

Il decimo anno è quello che non si dimentica

Massimo decide che è arrivato il momento di trasformare quel luogo e renderlo produttivo. Comincia l’allevamento delle vigne e la produzione di vino. Fin dalle prime vendemmie si prepara un clamoroso successo: dopo nove anni di affinamento, il millesimo 2011 del Cru di Amarone Ciliegio Riserva, dedicato al papà Armando, ha conquistato quest’anno la medaglia di platino ai Decanter World Wine Awards. In questi anni, godendo anche della speciale collocazione, la cantina ha conquistato un suo standing specifico nel quadro della doc Valpolicella con vini di alta qualità, apprezzati a livello internazionale. “Ma per me, che non vengo dal mondo del vino, è un continuo processo di apprendimento”, confessa Gianolli.

La terra giurassica su cui sorge la tenuta Gianolli (foto di Vittorio Ferla)

Esaltare il territorio

Oggi, la solidità finanziaria e l’umiltà dell’approccio diventano la base di un progetto visionario. Fare della Valpantena un territorio vitivinicolo di eccellenza, capace di dialogare e competere con territori di enorme fascino come quelli di Bordeaux, della Borgogna o della Toscana. Il 2021 sarà infatti l’anno della prima vendemmia del “SuperValpantena” che, almeno in parte, si ispira alla logica dei SuperTuscan: vini al top, fuori della denominazione locale tradizionale, ottenuti da blend innovativi di vitigni del territorio. A questa produzione sono dedicati i vigneti posti tra i 450 e i 700 metri di altezza, su terreni naturalmente vocati per una viticoltura di qualità.

Una terra straordinaria e già pronta

“Abbiamo svolto mesi di ricerche, centinaia di prove di vinificazione, analisi delle parcelle e della geofisica dei vigneti con i maggiori esperti mondiali del settore”, racconta con passione Gianolli, mentre mostra con entusiasmo e passione i filari più alti della tenuta. “Abbiamo trovato un terreno giurassico di grande qualità, perfetto per la produzione di vini”, assicurano Lydia e Claude Bourguignon, consulenti agronomi dei più importanti Chateaux francesi e oggi impegnati nel progetto de La Collina dei Ciliegi. “I nostri consulenti ci hanno chiesto di non scavare e di non toccare niente. Questa terra, mai coltivata, è già pronta per offrire prodotti straordinari”, conferma Gianolli. In effetti, la base calcarea dei terreni, capace di garantire il giusto tenore di acidità e sapidità, unita all’altezza e alla posizione, che assicurano ottime escursioni termiche tra il giorno e la notte, promettono grandi cose.

Le varietà che stanno nascendo

“Noi ci crediamo”, conferma l’imprenditore, sostenuto in questo progetto dall’esperienza di Christian Roger, consulente italo-francese profondo conoscitore di vino, oggi vicepresidente della cantina. Le due varietà di SuperValpantena saranno il Monte Castello e il Prea, rispettivamente un rosso e un bianco: il primo, frutto di un blend tra Corvina e Teroldego, il secondo, ottenuto dalla miscela di uve Garganega e Pinot Bianco. Ma i progetti di Gianolli vanno oltre la coltivazione e la produzione. Quattro anni fa, con il claim Investi e rimani liquido l’imprenditore ha avviato il primo progetto italiano di Club En Primeur, ispirato alla secolare pratica commerciale diffusa in Francia tra i vignaioli di Bordeaux e gli esperti negociant per l’immissione sul mercato delle nuove annate del celebre vino francese.

La Collina dei Ciliegi, non solo un omaggio a Battisti (foto di Vittorio Ferla)

Anche la Collina dei Ciliegi ha raccolto un gruppo ormai nutrito di investitori - 53 in tutto, tra imprenditori, manager, private banker, responsabili di fondi d’investimento e di società finanziarie, partner di studi legali, giornalisti e opinionisti televisivi – per 47 barrique di vino destinato all’imbottigliamento come Amarone della Valpolicella Doc. “All’inizio la grande maggioranza dei nostri investitori era mossa dalla passione, dal gusto di veder crescere e progredire un prodotto vivo”, racconta Gianolli. Oggi, il carattere finanziario dell’acquisto diventa sempre più interessante. Spiega Gianolli: “La congiuntura contribuisce sicuramente alla sperimentazione di formule non convenzionali di investimento e il vino di alta qualità promette rendimenti elevati”.

Qui non si usa la Cig

L’offerta di Collina dei Ciliegi si completa con la parte enoturistica, ricettiva e alberghiera. Dal 2018, infatti, è operativo il Ca’ del Moro Wine Retreat, nato dal recupero delle stalle e del fienile del borgo di Erbin. Il casale, sito proprio nel cuore della tenuta, è stato restaurato perfettamente con i materiali tipici del territorio dei Monti Lessini: il risultato è una residenza di lusso di appena sei camere, capace di coniugare sostenibilità, relax, benessere. E dalla cucina della locanda arrivano i piatti gourmet firmati da una coppia di chef: Lina Maffia e Giuseppe Lamanna. “Anche noi abbiamo sofferto il periodo del lockdown”, racconta Gianolli che, nonostante tutto, ha continuato a garantire i dipendenti, evitando la cassa integrazione. “Ma non riesco a lamentarmi - conclude - il pensiero va a chi ha veramente patito, perdendo la propria attività e il proprio lavoro”. Questo è Gianolli: passione e umiltà alla base di una visione generosa.