"Ho mangiato nel peggior ristorante stellato del mondo, è in Italia". La risposta di 'Bros'
La stroncatura dell'influente blogger DeRuitier diventa uno scandalo mondiale con al centro il discusso ristorante di Lecce. Il cui chef ribatte stoccata su stoccata

Fin dove si può spingere a diventare estetica, "estrema" la proposta enogastronomica di un ristorante stellato? Il tema non è nuovo e ogni volta rinfocola la polemica fra gli estasiati dal gourmet e dalla nouvelle cuisine, i fan delle invenzioni dello chef, e chi sente puzza di estetica sotto la quale quantità e qualità sono per lo meno discutibili e vorrebbe rifugiarsi in una osteria o un ristorante tipico con "la cucina di una volta". Stavolta si è andati oltre, con risonanza mondiale. Ad accendere la miccia esplosiva fra i tavoli del Bros di Lecce, gestito da quelli che ironicamente sono stati definiti i Ferragnez dell'haute cuisine nel nostro Paese, è stata la sopravvalutata blogger americana Geraldine DeRuitier.

Come saper far parlare di sé
Sopravvalutata perché la sua esemplare stroncatura del Bros, da lei definito "peggior ristorante stellato Michelin di sempre" (qui l'articolo integrale) ha avuto il merito di riportare al centro della discussione mondiale un blog di critica culinaria che dopo essere stato definito da Time fra i più influenti nel 2011, negli anni successivi aveva ridimensionato la portata della sua capacità di essere influencer. La stroncatura del Bros, feroce, puntuta e ironica lo ha rimesso fra i top trends di tutte le piattaforme social. Ma perché la DeRuitier e i suoi amici sono usciti inorriditi dalle quattro ore di degustazione fra i tavoli del ristorante leccese? E' presto spiegato.

Duello fra provocatori
In sostanza Geraldine DeRuitier accusa Floriano Pellegrino e Isabella Potì, il duo eccessivo, provocatore e molto bravo a far parlare di sé e della propria cucina, di fare solo della gran scena con portate ridicole per aspetto e gusto. Qualcosa che ha a che "non con una cena" ma forse con "una serata a teatro, una specie di teatro dell'improvvisazione....molto, molto costoso". Delle 27 portate dichiarate dalla blogger nella degustazione con otto amici, non è piaciuto niente: "Forse il personale ha finito il cibo quella notte. Forse hanno confuso il nostro tavolo con quello del loro ex amante. Forse erano ubriachi". E ancora: "Non c’era niente che si avvicinasse a un vero pasto" fra "pezzetti di carta commestibile... bicchieri di aceto. Tutto sapeva di pesce, anche i piatti che non avevano pesce. E quasi tutto è stato servito freddo". Nessuna pietà: "Forse questo pasto sarà come la carriera di Nicolas Cage: devi aspettare molto ma alla fine arrivano anche cose buone. E invece no. Abbiamo continuato ad aspettare che qualcuno ci portasse qualcosa, qualsiasi cosa! – che somigliasse a una cena. Fino al momento esatto in cui ci siamo resi conto che non sarebbe mai arrivato".

Apice dell'orrore della recensora, il dessert Limoniamo con una spuma che esce da un contenitore che potrebbe essere la bocca tagliata via di una bambola gonfiabile e che va gustato bocca contro bocca, senza posate. Immagine che si è moltiplicata sui social e ha fatto il giro dei media specializzati e non. A stoccata si risponde con stoccata, e lo chef Floriano Pellegrino non si è fatto attendere.
Una lunga lettera per ribattere
E' lungo tre pagine lo scritto di Pellegrino in risposta alla feroce stroncatura della DeRuitier, e comprende argomentazioni provocatorie e una serie di domande, partendo dal punto di vista dell'artista che si sente tale e che rivendica il diritto ai propri eccessi in cucina: "Disegnare un uomo a cavallo è la stessa cosa che fare da mangiare. Molte persone sono capaci di fare bene da mangiare. Le vostre nonne sapevano farlo. mia moglie lo fa egregiamente. McDonald’s sa perfettamente come fare un hamburger che piaccia più o meno a tutti, e la pizzeria dietro l’angolo fa il suo lavoro perfettamente. Ma dipinti spettacolari come questo (che raffigura un cavallo, ndr) mi hanno annoiato. Il Louvre e il Prado e l’Hermitage ne sono pieni. Sono impressionanti ma poco profondi. Gli artisti contemporanei cercano nuovi orizzonti ogni volta, invece. Esplorano l’ignoto". Pellegrino dice alla blogger americana: se non sai reggere alla provocazione fatti da parte. Con passaggi come questo: "Uno chef non dovrebbe offrirti risposte facili, ma sfidarti con domande interessanti. L’arte contemporanea non è semplice". Poi la conclusione perfida: "Ringraziamo la signora XXX – non ricordo il suo nome – per averci averci fatto arrivare dove non eravamo ancora arrivati. Il nostro Limoniamo è tutto esaurito". Braccio di ferro tra provocatori, in uno degli ambiti più permalosi di sempre, quello della ristorazione. Dove ego e diritto di critica si scontrano frontalmente.
